I giovani e la Democrazia riflessione sul brano di Tina Anselmi

Messaggioda Lisa234 » 8 mar 2021, 20:16

Salve ragazzi, mi servirebbe una vostra riflessione personale sul seguente brano. Ve ne sarei molto grata. Vi ringrazio in anticipo

Cari giovani...
La Democrazia va vissuta e partecipata
La Democrazia è un regime politico esigente.
Esige infatti una educazione alla libertà, che è anche responsabilità, ed un costante impegno.
La Democrazia è dialogo, è accettazione dell’altro, con la sua diversità politica, è tolleranza, è rispetto.
La violenza fisica ha le sue radici nella violenza morale e questa è intolleranza, sopraffazione, prepotenza.
Costruire la Democrazia significa, dunque, costruire anche un mondo in cui si radichi la persona, sulla quale si fonda poi la società nella sua articolazione, differenziazione e sintesi.
Un aumento di potere non è oggi sinonimo di elevazione dei valori della vita perché non esiste potere senza correlativa responsabilità.
La Democrazia va difesa...
Voglio dire ai giovani che la strada che abbiamo davanti a noi è ricca di problemi,
ma anche di spazi che si aprono alla nostra intelligenza, alla nostra volontà.
Nessuna persona è inutile; c’è bisogno di ciascuno di voi.
Questo è il messaggio della Democrazia.
Raccogliamolo se vogliamo essere noi a costruire il nostro futuro.
Abbiate fiducia, coltivate la speranza e ribadite l’impegno nel servizio verso gli altri».

Tina Anselmi da una Lectio magistralis presso la facoltà di sociologia dell'Università di Trento
30 marzo 2004
Allegati
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Lisa234
 
Risposte:

Messaggioda ciaooo01234 » 16 apr 2021, 13:59

Per nostra fortuna viviamo in un Paese libero, democratico, fondato, come dice la Costituzione "sul lavoro" e sull'impegno di ognuno di noi. La base essenziale per una vera democrazia consiste nella partecipazione di tutti alla vita politica della propria nazione.
Se democrazia significa "governo del popolo", questo vuol dire che tutti dobbiamo sentirci coinvolti in ciò che il governo fa o decide, negli errori che compie, nelle truffe che alcuni suoi rappresentanti tramano ai danni dei cittadini. Invece, spesso prevale il disinteresse, il "quieto vivere".
Allora invece della partecipazione, mettiamo in atto il totale disimpegno: tutti affermiamo di volere una società più onesta e giusta e molti propongono l'uso della violenza, della rivoluzione, dei cambiamenti totali e definitivi.
Da una reazione simile, in realtà, non può nascere altro che un potere autoritario e quindi oppositore della libertà e della democrazia, e dietro allo stato del terrore c'è sempre in agguato un Napoleone. La paura, dunque, è la madre del potere assoluto, dello stato totalitario. E nello stato totalitario a decidere ciò che è giusto e ciò che è ingiusto è chi ha il potere assoluto, senza che si possa criticare. Anzi, nello stato totalitario, chi critica viene eliminato.
Ed ecco, dunque, perché le istituzioni democratiche debbano venire considerate come il bene più grande di una comunità, come la sua più alta conquista civile, da amare e difendere. In democrazia non ci sono nemici da abbattere, ci sono avversari con i quali discutere e competere civilmente

ciaooo01234

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