Italiano TEMA SVOLTO La forza delle immagini

Messaggioda paolapessi » 13 gen 2011, 20:07

Tipologia D: tema di ordine generale
Si dice da parte di alcuni esperti che la forza delle immagini attraverso cui viene oggi veicolata gran parte delle informazioni, rischia, a causa dell'impatto immediato e prevalentemente emozionale, tipico del messaggio visivo, di prendere il sopravvento sul contenuto concettuale del messaggio stesso e sulla riflessione critica del destinatario. Ma si dice anche, da parte opposta, che è proprio l’immagine a favorire varie forme di apprendimento, rendendone più efficaci e duraturi i risultati. Discuti criticamente i due aspetti della questione proposta, avanzando le tue personali considerazioni.
Svolgimento

L’ultimo dei cinque sensi che l’uomo sviluppa è la vista. Il bambino appena nato grida, ascolta la voce della mamma, sente il suo odore e con le manine cerca di esplorare il mondo che lo circonda, ma ancora non sa vedere bene. Un velo leggero caduto davanti ai suoi occhi offusca la visione della realtà e non gli permette di assaporarne ancora le sfumature. Ecco, dunque, com’è strano il mondo: appena nati, vediamo poco o niente e, crescendo, viviamo per vedere. Il famoso politologo Giovanni Sartori direbbe che l’homo sapiens è irrimediabilmente diventato homo videns. La nostra vita, ormai, è fatta di immagini e profeta delle immagini è, senza dubbio, la televisione. Dentro quella scatola nera avviene ogni giorno un bombardamento visivo: un’immagine dietro l’altra incanta il telespettatore e lo convince subdolamente a comprare questo o quel nuovo prodotto commerciale, facendo diventare l’uomo vittima e carnefice del consumismo. Lo scopo della pubblicità, in fin dei conti, è proprio questo: sfruttare la forza delle immagini per ipnotizzare chi guarda e spingerlo a raggiungere la maratona dll’acquisto. Il problema nasce quando, per diffondere un messaggio socio culturale di alta levatura, si ritiene necessario puntare ancora una volta sulle immagini, appiattendo il contenuto del messaggio stesso e posticipando ad un altro momento la riflessione critica del destinatario. I telegiornali nazionali dell’ultima ora stanno diffondendo in questi giorni la seguente notizia: per ricercare fondi per costruire un canile in onore di una ragazzina, recente vittima di una strage familiare, si è fatto ricorso a un calendario fatto da donne e uomini dello spettacolo di bassa lega, quali talk-show e reality, con qualche cane sullo sfondo delle fotografie. Ed è subito polemica. L’idea di costruire una struttura che possa ospitare i randagi di per sé è nobile, ma per quale motivo ingaggiare certe donne prosperose e certi uomini muscolosi per veicolare questo messaggio? Finiremo per acquistare il calendario solo perché c’è il “belloccio”di turno. È questo, dunque, il vero problema delle immagini. La loro forza visiva, talvolta, prende il sopravvento su ciò che quelle immagini vogliono dire. Hanno ragione coloro che, da parte opposta, dicono che l’immagine è il miglior mezzo per favorire varie forme di apprendimento, soprattutto nei bambini. Impariamo a leggere e a contare anche grazie a libri colorati e a cartoni animati che coniugano il gioco e l’impatto visivo con l’apprendimento. Ma l’impatto emozionale di un’immagine ha grandi risultati anche sugli adulti: le immagini crude e senza remore di paesi dove regna la fame o di campi di guerra aiutano a rendere il messaggio di aiuto più efficace e i risultati più duraturi. Non è realmente l’immagine in sé, quindi, il problema di questa società. È l’uso che se ne fa, è la stoltezza di quell’uomo che associa il messaggio ad una questione puramente economica e, quindi, cerca di sfruttare al massimo le potenzialità di un’immagine. Forse sarebbe meglio se quel velo leggero davanti agli occhi di un neonato non si dissolvesse mai, così che potremo assaporare davvero il gusto della realtà, sentire meglio i suoi odori, ascoltare più forte la sua voce ed essere più portati a voler toccare con mano la sua essenza.
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Messaggioda giada » 15 gen 2011, 19:41

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