VERSIONE Un assassino denunciato da un sogno VALERIO MASSIMO

Messaggioda giorgiopilo » 21 mar 2011, 17:18

mi servirebbe la traduzione della versione "un assassino denunciato da un sogno" di valerio massimo..


inizio:duo familiares arcades iter una facientes Megaram venerunt
fine:quod in quiete demonstratum erat,coprehendit cauponemque ad capitale supplicium perduxit.




grazieate
giorgiopilo
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Messaggioda *Yole* » 21 mar 2011, 17:25

Duo familiares Arcades iter una facientes Megaram venerunt, quorum alter se ad hospitem contulit, alter in tabernam meritoriam devertit. Is, qui in hospitio erat, vidit in somnis comitem suum orantem ut sibi cauponis insidiis circumvento subveniret: posse enim celeri eius adcursu se imminenti periculo subtrahi. Quo viso excitatus prosiluit tabernamque, in qua is deversabatur, petere conatus est. Pestifero deinde fato eius, humanissimum propositum tamquam supervacuum damnavit et lectum ac somnum repetiit. Tunc idem ei saucius oblatus obsecravit ut, quoniam vitae suae auxilium ferre neglexisset, neci saltem ultionem non negaret: corpus enim suum a caupone trucidatum tum maxime plaustro ferri ad portam stercore coopertum. Tam constantibus familiaris precibus compulsus, protinus ad portam cucurrit et plaustrum, quod in quiete demonstratum erat, comprehendit cauponemque ad capitale supplicium perduxit.


Due amici Arcadi, che facevano un viaggio insieme, giunsero a Megara; di essi uno si recò presso un ospite, l'altro andò ad alloggiare in una locanda. Quello che era presso l'ospite, vide in sogno il suo compagno che lo pregava di prestargli soccorso, poiché era minacciato di morte dall'oste: infatti col suo tempestivo intervento poteva essere sottratto al pericolo imminente. Turbato da questa visione, balzò dal letto e tentò di andare verso la locanda, dove quello alloggiava. Ma per una funesta fatalità che pesava sull'amico, condannò come inutile una così generosa risoluzione e ritornò al letto e al sonno. Allora di nuovo l'amico, riapparendogli, coperto di ferite, lo scongiurò, dal momento che non si era curato di portare aiuto alla sua vita, di non rifiutarsi almeno di vendicare la sua morte; infatti il suo corpo, fatto a pezzi dall'oste, proprio allora veniva portato su di una carro alla porta della città, coperto di letame. Spinto dalle preghiere così insistenti dell'amico, subito accorse alla porta, fermò il carro, che gli era stato indicato in sogno, e fece condannare l'oste alla pena di morte.
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