"Romani contro Volsci" es. 26, pag. 250 (Tantucci plus 1)

Messaggioda ilmurettodipaolo » 9 apr 2018, 17:59

TRADUZIONE.
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Il console guidò le truppe contro il nemico e collocò l’accampamento militare vicino agli avversari [lett.: «non lontano dai nemici»]. Tra le milizie dei Romani, però, si manifestavano delle divergenze e una forte diffidenza [lett.: «regnavano la discordia e una grande incertezza»]. Perciò, la notte seguente, i Volsci attaccarono l’accampamento (dei Romani), perché volevano provocare una diserzione notturna o una ribellione [lett.: «o un tradimento»]. Ma le guardie se ne accorsero: i soldati accorsero alle armi e sventarono l’agguato dei Volsci non appena (li) venne dato il segnale [lett.: «il primo ordine»]. Il giorno dopo, all’alba [lett.: «alla prima luce»], i Volsci attaccarono la trincea dopo aver riempito [lett: «dopo che avevano riempito»] i fossati. Ormai le fortificazioni venivano strappate da ogni parte quando il console diede l’ordine di battaglia e fece uscire i soldati desiderosi di lotta – dato che l’audacia [lett.: «il furore»] dei soldati sembrava abbastanza forte [lett.: «grande»]. I nemici venivano immediatamente respinti al primo assalto; mentre fuggivano terrorizzati, alcuni venivano uccisi alle spalle [lett.: «da dietro»] dalla fanteria, [mentre] gli altri furono condotti dai cavalieri fino all’accampamento. Il campo militare veniva subito assediato dalle truppe e, dopo che la paura aveva allontanato i Volsci anche dall’accampamento, (questi) furono conquistati e distrutti.

– da Livio
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ilmurettodipaolo

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Messaggioda giada » 9 apr 2018, 19:23

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