Brano nº 30 – Pagina 122 ("Tantucci Plus 1")

Messaggioda ilmurettodipaolo » 11 set 2018, 20:37

"Sciopero della plebe a Roma"
TRADUZIONE

A Roma i patrizi possedevano grandi risorse ed esercitavano il potere con eccessiva prepotenza. I plebei, invece lavoravano faticosamente, pagavano tasse ingenti ed erano poveri e angosciati a causa della [loro] miseria. Perciò i plebei decisero (lett.: «decidevano») di abbandonare Roma e si ritirarono (lett.: «si ritiravano») sull’Aventino. Lì costruirono (lett.: «costruivano») un piccolo accampamento, posero (lett.: «ponevano») delle guardie davanti all’accampamento e [lo] fortificarono (lett.: «fortificavano») con una trincea e con un fossato. Infatti pensavano così: «Se noi non seminiamo i campi dei patrizi, i campi non forniscono ai patrizi né frutti né frumento: di conseguenza i patrizi soffriranno per la mancanza di cibo. Noi, al contrario, piantiamo il grano davanti all’accampamento sull’Aventino e abbiamo cibo». Allora i patrizi inviarono (lett.: «inviavano») degli ambasciatori ai plebei e riferirono (lett.: «riferivano») le parole dei senatori: «Se ritornate a Roma, i patrizi cancellano i vostri debiti, e assegnano ai plebei dei giusti profitti». I plebei, dunque, misero (lett.: «mettevano») da parte il loro progetto e ritornarono (lett.: «ritornavano») a Roma; le promesse furono mantenute (lett.: «erano mantenute») dai patrizi e venne riconquistata (lett.: «era riconquistata») l’armonia dai Romani.
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ilmurettodipaolo

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Messaggioda giada » 12 set 2018, 10:28

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