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MessaggioInviato: 22 mag 2011, 12:26 
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Dulcis in fundo, ecco i miei appunti sulla "Rivoluzione Francese". Spero vi possano essere d'aiuto.

LA RIVOLUZIONE FRANCESE
La Rivoluzione Francese segna la fine dell’età moderna e l’inizio di quella contemporanea. Consiste in quel movimento popolare che riuscì a far crollare nella Francia il regime assolutistico sostituendolo con quello democratico.
Nasce e si sviluppa in Francia ma non si circoscrive al solo ambiente francese: i contenuti, i valori e le prospettive che si evincono in questo periodo hanno tutt’oggi la loro autenticità.

PERCHE’ IN FRANCIA? CASUALMENTE O NECESSARIAMENTE?
La risposta è logica: NECESSARIAMENTE. La Rivoluzione doveva avvenire in Francia perché in nessun’altra realtà europea era stato registrato un così grande scarto tra la CRESCITA DELLA BORGHESIA e l’INCAPACITA’ DI RINNOVARSI E DI GOVERNARE DELLO STATO.

IL RUOLO DELLA BORGHESIA NELLA RIVOLUZIONE FRANCESE
La borghesia veniva da una situazione travagliata perché, mentre da una parte era stata TOLLERATA, dall’altra continuava ad essere SOTTOMESSA. A sostegno di ciò, ricordiamo che non le era stato concesso alcun peso in ambito politico.
Aveva già sopportato quanto accaduto precedentemente: ne fanno da testimone l’Editto di Nantes e le Paci di Utrecht e Rastadt.
Da questo momento in poi non accetta più alcun compromesso con lo stato e decide di farsi classe dominante, questo attraverso i precetti del pensiero illuministico.
Lo scopo della borghesia divenne quello di fondare uno Stato di cui non l’arbitrio ma le leggi ne fossero alla base. A sostegno di questo, da una parte abbiamo l’ENCICLOPEDIA (lo strumento di acculturazione, finalmente messo a disposizione di tutti), dall’altra la figura di MONTESQUIEU (il quale afferma nella sua opera “l’esprit des lois” che lo Stato debba essere affidato all’oggettività delle leggi).

LA SITUAZIONE EUROPEA
- gli Stati Uniti e l’Inghilterra vivevano eventi circoscritti al loro territorio;
- l’Olanda cercava di riprendersi dalla sconfitta subita contro l’Inghilterra;
- le altre istituzioni monarchiche tendenzialmente non interessavano un granché poiché in esse mancava proprio l’idea stessa di borghesia.

LE CAUSE DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE
Le guerre del ‘700, vale a dire:
- la Guerra dei 7 Anni che vide impegnata la Francia contro l’Inghilterra;
- la Guerra di Indipendenza (qui i coloni chiesero aiuto alle potenze europee. Alla chiamata risposero Spagna e Francia, nonché le due più grandi monarchie di tutti i tempi, allo scopo di indebolire l’Inghilterra. Questa guerra esaurì le ricchezze ai francesi i quali si videro costretti ad aumentare ancor di più le tasse, le quali erano addebitate alla borghesia).

A queste si aggiunse la CRISI ECONOMICA della Francia del decennio 1778-1788, evento strettamente legato alle guerre sostenute.

I PROTAGONISTI DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE
- Il primo protagonista della Rivoluzione Francese è LUIGI XVI, il re in carica (che rimase poi vittima dello stesso movimento rivoluzionario). Su di lui furono scaricate le colpe di quanto accaduto fino ad allora.
Fu il classico “re-travicello” (in balia di quanto stava accadendo, incapace di imporsi in ambito politico e sfortunato nella scelta matrimoniale (ebbe in sposa infatti Maria Antonietta, il personaggio più squallido della storia francese).

- Dall’altra parte abbiamo TUGRGOU e NECKER, due economisti borghesi (e quindi espressione della cultura illuministica) a cui il re si affidò per risollevare la Francia.
Essi ebbero il compito di elaborare il bilancio dello Stato quantizzando i debiti e dopo questo elaborarono un piano di ammortamento.

IL BILANCIO DELLO STATO FRANCESE E LE SUE CONSEGUENZE
Fatto il bilancio, emerse che la Francia, un solo anno dopo il famoso “azzeramento dei debiti” operato da Colbert, era di nuovo sull’orlo della banca rotta. Così Necker invitò il re a rendere pubblico tale bilancio allo scopo di far sapere a tutti della situazione sulle cui basi poi fronteggiarla.
La conseguenza di tutto questo fu che il popolo francese si rese finalmente conto di chi era la colpa di tutta la situazione perché mentre il RE e l’ARISTOCRAZIA comparivano solo nella parte del bilancio riguardante le USCITE, la BORGHESIA figurava solo nella sezione delle entrate.

Si vide così insorgere la borghesia la quale questa volta non voleva perdere neanche un solo minuto per porre rimedio alla situazione.

LA CONVOCAZIONE DEGLI STATI GENERALI
Di fronte ad una situazione difficile il re aveva la facoltà di convocare (solo a titolo consultativo) gli Stati Generali i quali erano formati da:
- Primo Stato (l’ARISTOCRAZIA);
- Secondo Stato (il CLERO);
- Terzo Stato (TUTTO CIO’ CHE NON ERA ARISTOCRAZIA E CLERO).

Qui emerse che per il Primo e il Secondo Stato la partecipazione era ritenuta come un evento di importanza solo marginale, mentre solo il Terzo Stato colse il vero messaggio di quanto stava succedendo per cui, volendo che in qualche modo cambiassero le cose, inviò a rappresentarlo la sua espressione migliore, vale a dire la componente borghese la quale, essendo stata eletta, rappresentava a sua volta il volere dell’intera Francia.

Il Terzo Stato affrontò la situazione un po’ come i coloni americani, gridando a squarciagola il motto: “O la libertà o la morte!” Questo perché aveva la consapevolezza che la Francia dopo la convocazione degli Stati Generali avrebbe visto l’imporsi della borghesia sull’aristocrazia e sul clero, riportando lo Stato francese ai vecchi fasti.
Su queste basi, IL 5 MAGGIO 1789 SI RIUNISCONO A VERSAILLES GLI STATI GENERALI.
I rappresentanti del Terzo Stato chiesero dapprima che, se qualora si dovesse votare , il voto sarebbe stato per Stato o per Testa?
Votare per Stato sarebbe stato del tutto svantaggioso. Qualora invece si sarebbe votato per Testa, il Terzo Stato sarebbe stato avvantaggiato perché in tal modo sarebbe riuscito a spaccare in due nobiltà e clero le quali già di per sé non mostravano al loro interno uniformità di pensiero.

Il clero si suddivideva in:
- ALTO CLERO (i prelati - consisteva in quanti occupavano i gradi gerarchici del clero più elevati);
- BASSO CLERO (la componente che era più sensibile alle problematiche di cui si interessava il Terzo Stato).

La nobiltà invece si suddivideva in:
- NOBILTA’ DI TOGA (di discendenza feudale - la parte più debole perché più conservatrice);
- NOBILTA’ DI SPADA (di discendenza borghese - consisteva in quella parte della borghesia che aveva acquistato il titolo nobiliare).

Il Primo e il Secondo Stato inizialmente non si resero conto del fatto che il problema posto non fosse solo procedurale ma di sostanza. Successivamente però si videro attaccati dal Terzo Stato il quale affermando di rappresentare la maggioranza, non riteneva di proporre il come si dovesse votare, ma lo stava imponendo.
Questo elemento suscitò le ilarità del Primo e del Secondo Stato i quali chiesero al re del modo in cui votare. Questi rispose che il voto sarebbe stato dato per Stato.

Di fronte a questa decisione il Terzo Stato abbandonò l’aula e si recò nell’ampio giardino della reggia di Versailles dove si era soliti giocare alla Palla-Corda (un gioco che sarà sostituito in epoche più moderne dal tennis). Fu qui che si assistette al famoso GIURAMENTO DELLA PALLA-CORDA.
In sostanza, il Terzo Stato cessò di essere tale e si autoproclamò ASSEMBLEA NAZIONALE, promettendo di sciogliersi solo dopo aver dato alla Francia una Costituzione.

Da qui in poi l’Anciene Règime non c’è più.

Giunta la notizia di quanto accaduto, il re, il Primo e il Secondo Stato, si recarono nella sala della Palla-Corda e, nel momento in cui ci andarono, accettarono o subirono di far parte dell’Assemblea Nazionale, che con la loro aggiunta diventò ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE.

DIFERENZE CON LA RIVOLUZIONE INGLESE
- Nella Rivoluzione Inglese VINCONO I CETI DOMINANTI i quali accentuano il loro potere e riconoscono l’autonomia del parlamento;
- Nella Rivoluzione Francese VINCONO I CETI DOMINATI i quali introducendo la Costituzione, distruggono la concezione assolutistica dello Stato.

COME SI STRUTTURA L’ASSEMBLEA?
Si suddivide in tre bracci:
- DESTRA (voleva mantenere l’impostazione monarchica facendola però diventare parlamentare);
- SINISTRA (voleva abbattere la monarchia per poi dar vita ad un’istituzione repubblicana);
- CENTRO (pur rappresentando una sostanziale imparzialità decisionale, aveva un ruolo fondamentale: qualora si fosse venuta a creare una situazione paritaria, con il suo intervento avrebbe potuto conferire la maggioranza tanto ad una fazione quanto all’altra).

Questa impostazione decisionale restò invariata per tutti gli Stati dell’Europa Occidentale nei quali si venne ad affermare l’autorità del Parlamento.

14 LUGLIO 1789 - LO SCOPPIO DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE
Il fatto che il re, obbligato, aderì all’Assemblea, rese ancor più noto il suo atteggiamento ambiguo.
A ricalcare ciò, in questo periodo, la decisione del re di LICENZIARE NECKER. Questo significa che:
- il sovrano non condivideva le posizioni del Necker;
- il sovrano non era in grado di capire come realmente si sarebbe dovuto comportare, perché non avrebbe dovuto licenziarlo lui bensì l’Assemblea.

Rispose a quest’atto il POPOLO PARIGINO, il quale il 14 LUGLIO 1789 INSORSE E SI RESE PROTAGONISTA DELL’ EVENTO PASSATO ALLA STORIA COME “LA PRESA DELLA BASTIGLIA”.
È un atto che deve essere letto in chiave simbolica, cioè come un assalto al simbolo di chi aveva fino ad allora negato le libertà fondamentali.

LA GUARDIA NAZIONALE
Tuttavia, venne letto dall’Assemblea come una risposta negativa, appunto come “una violenza ingiustificata”.
Essa, per evitare di perdere il controllo sulla situazione, decise di istituire la GUARDIA NAZIONALE, una sorta di polizia costituita dai civili alla quale affidò il compito di reprimere le insurrezioni del popolo. La Guardia Nazionale faceva capo a La Fayette, un generale che precedentemente aveva guidato con successo i civili in occasione della Rivoluzione Americana.

IL RICHIAMO DEL NECKER
A simboleggiare il suo intento pacifista, l’Assemblea Nazionale Costituente reintegrò Necker.
Dinanzi a questo il re non manifestò alcun disappunto, così da rendere nota una volta di più la sua inadeguatezza a governare.

LA “DIASPORA” DEGLI ARISTOCRATICI
Accorgendosi che quello dell’Assemblea è un evento da non leggere come a breve termine ma da vedere con lungimiranza, GLI ARISTOCRATICI FUGGONO dalla Francia, dirigendosi verso le altre corti assolutistiche europee a denunciare quanto accaduto in patria.

Essi scelgono di dirigersi:
- in Austria (per motivi affettivi - Maria Antonietta era figlia dell’imperatore d’Austria);
- in Prussia (perché era la monarchia assolutistica più vicina alla Francia).

A queste potenze chiedono di intervenire in Francia perché sarebbero potute venirsi ad imbattere anche loro nelle stesse problematiche.

LA SVOLTA AL LAVORO IN FRANCIA - “LA GRANDE PAURA”
Questo evento favorì l’opportunità di dare una svolta al lavoro in Francia perché gli aristocratici fuggendo, lasciavano le loro proprietà, sulle quali esercitavano il potere in modo feudale, incustodite.

L’Assemblea favorì dunque la nascita di quel fenomeno che passò alla storia sotto il nome di “GRANDE PAURA”.
In sostanza: fu fatta girare la falsa notizia dell’invasione di un esercito di briganti e stranieri venuti a distruggere i raccolti e a trucidare i contadini per vendicare la nobiltà.

Il malcontento fu quindi indirizzato verso gli aristocratici, inquadrati come i nemici della Rivoluzione. Per questo motivo i contadini, diventando nemici degli stessi aristocratici, automaticamente diventarono sostenitori della Rivoluzione Francese.
Su queste basi, NELLA NOTTE TRA IL 4 E IL 5 AGOSTO DEL 1789 VENNERO ABOLITI I PRIVILEGI FEUDALI.
Significava innanzitutto che la decisione sulla condizione dei contadini non veniva presa più dai proprietari terrieri, ma dall’Assemblea stessa.

Lo stato, dal momento in cui gli aristocratici fuggirono, incamerava le loro terre a cui dava un prezzo.
I contadini, che non avevano i soldi per pagarle in un solo colpo, le prendevano “in affitto” e ne pagavano a rate il riscatto.
Si venne a verificare la seguente situazione:
- Il contadino considerava la terra in modo diverso dal momento che era sua, cercando di trarne il maggiore profitto possibile;
- Avendo l’intenzione di riscattare la terra quanto prima, il contadino ne aumentò la produzione sia dal punto di vista quantitativo che dal punto di vista qualitativo e, nel momento in cui l’avrà finalmente riscattata, diventerà non solo il proprietario di tale terra ma anche un borghese, per cui, dovendo esercitare il suo ruolo nella società , di quella stessa terra dovrà pagare le tasse.

SIGNIFICATO PRATICO DELL’ABOLIZIONE DEI PRIVILEGI FEUDALI E DELLE SCHIAVITU’ PERSONALI
L’abolizione dei privilegi feudali e delle schiavitù personali hanno un triplice significato:
- Sociale (i contadini diventano a tutti gli effetti classe borghese);
- Economico (le terre abbandonate dagli aristocratici furono meglio sfruttate dai contadini)
- Politico (perché quanto accaduto offriva una dimensione dinamica e produttiva ad uno Stato che sostanzialmente si fondava non sul diritto ma sui privilegi).

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL CITTADINO
Subito dopo l’abolizione dei diritti feudali fu emanata la DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL CITTADINO. Con questa venne affermata solennemente che l’individuo, prima ancora di essere cittadino, è uomo e in quanto tale possiede diritti inalienabili. Questi sono:
- LIBERTA’
- UGUAGLIANZA
- PROPRIETA’
- SICUREZZA

Si omette di ricordare che contestualmente e distintamente fu emanata anche la DICHIARAZIONE DELLA DONNA E DELLA CITTADINA, questo a calcare il concetto della parità dei sessi.

COSA COGLIAMO DELLA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI?
- Il suo CARATTERE BORGHESE (perché in essa si ricalcavano i concetti di proprietà - intesa come privata - e di difesa della proprietà);
- Il suo CARATTERE ILLUMINISTA (in cui si evince che le leggi non sono “ad personam” ma a carattere universale);
- Si afferma IL PRINCIPIO fondamentale di tutta la cultura giuridica, vale a dire DELLA SEPARAZIONE DEI POTERI, i quali devono essere governati da leggi scritte e, soprattutto, devono operare nel solo campo di competenza, coesistendo con gli altri poteri;
- Si evince che questo è un documento “non per pochi” perché sì, è da attribuire alla Francia, ma è anche vero che si diffuse a chi successivamente affrontò le sue stesse problematiche.

COSA PRODUSSE LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI?
La Francia, differentemente dall’Inghilterra, si pose all’avanguardia rispetto alla situazione dell’Europa Settentrionale.
Infatti, se in Inghilterra ci si pose all’avanguardia esclusivamente in un contesto nazionale, in Francia, riorganizzando lo Stato su base RAZIONALE e LAICA, ci si pone all’avanguardia in un contesto internazionale. Tant’è vero che qualora uno Stato avesse voluto modernizzarsi, avrebbe dovuto abbattere, come in Francia, l’Anciene Règime.

INADEGUATEZZA DEL RE E DELLA SUA ENTOURAGE
Il 5 OTTOBRE 1789 l’Assemblea Nazionale Costituente decise di trasferire la sede del sovrano da Versailles a Parigi.
Apparentemente questo era un atto formale ma sostanzialmente significava che dopo la fuga dell’aristocrazia il comportamento del re, così come quello della sua entourage risultava essere ambiguo. Il re infatti non aveva mai voluto prendere anche solo una decisione netta e chiara. Si ricorda a tale scopo che gli aristocratici erano fuggiti dalla Francia con una richiesta di aiuto scritta firmata dalla stessa regina Maria Antonietta.

L’ESPROPRIO E LA STATALIZZAZIONE DELLE PROPRIETA’ ECCLESISATICHE
L’Assemblea procedette la sua opera con l’esproprio e la statalizzazione dei beni e delle proprietà ecclesiastiche, ossia del 10% del territorio francese del quale la Chiesa si avvaleva di non pagare le tasse.

Lo Stato compie un atto di grande intelligenza:
emette i cosiddetti “assegnati” che copre con questo i territori appena confiscati alla Chiesa. A questo punto mette in vendita queste terre ma lo fa con un obbligo, ossia che un terzo o la metà di questi beni debbano andare ai contadini. Si evita così l’accentramento del potere.
Si apriva un elemento di conflittualità tra lo Stato francese e la Chiesa.

LA COSTITUZIONE DEL CLERO
Contestualmente venne emanata la COSTITUZIONE CIVILE DEL CLERO in cui si evince che:
- lo Stato francese riconosce il ruolo e la funzione che la Chiesa svolge;
- lo Stato francese non può e non deve interessarsi alle problematiche della Chiesa;
- lo Stato francese si prefigge di mantenere economicamente la Chiesa (stipendiando quindi i parroci e i membri del clero i quali diventano a tutti gli effetti cittadini e in quanto tale devono riconoscere l’identità dello Stato e giurarvi fedeltà).

LA PRIMA COSTITUZIONE MONARCHICA PARLAMENTARE (SETTEMBRE 1791)
Su queste basi, nel SETTEMBRE DEL 1791 venne licenziata la COSTITUZIONE MONARCHICA.
Secondo gli storici questa Costituzione “nasce morta” perché in questo arco temporale la monarchia francese, sulla quale si basava la stessa Costituzione, perde di credibilità.

L’Assemblea Nazionale Costituente, una volta data alla Francia la sua Costituzione, si scioglie.

COSA ACCADDE IN QUESTO PERIODO?
Si annoverano:
- il succedersi di SPINTE ANTIRIVOLUZIONARIE ad opera dei filo-monarchici e della Chiesa.
Ci si rese conto che il popolo era completamente stato escluso dal movimento rivoluzionario per cui l’Alto Clero, avendo perduto di temporalità, servendosi della Religione, fomentò gli animi dei cittadini francesi provocando così una reazione di contro all’istituzione monarchica.
- il re, di fronte a questo si lascia convincere dalla moglie a Fuggire da Parigi. Viene infatti scoperto a Varènnes in una stazione di cambio di cavalli e riportato quindi a Parigi, dove fu sottoposto alla condanna capitale.

LA SECONDA COSTITUZIONE REPUBBLICANA (1794)
Si apre una nuova fase della storia francese che porta all’elaborazione di una nuova Costituzione.
Venuta meno la componente filo-monarchica, quella di destra, l’asse politico passa alla sinistra con l’appoggio del centro: la visione politica sostenuta è quella repubblicana.

Questo passaggio vede la rimessa in gioco del POPOLO, fino ad allora tenuto in disparte dal movimento rivoluzionario. Nasce la figura del SANCULOTTO, acceso repubblicano e chiamato così per il fatto che indossava pantaloni lunghi (le culotte).

L’ASSEMBELA LEGISLATIVA
L’Assemblea Nazionale Costituente venne sostituita dall’Assemblea Legislativa, che prevedeva:
- una SINISTRA rappresentata dai GIACOBINI. Essi erano favorevoli ad un governo repubblicano e democratico;
- una DESTRA rappresentata dai FOGLIANTI e dai GIRONDINI. Di estrazione borghese, erano favorevoli ad una monarchia costituzionale.
- un CENTRO, sostanzialmente imparziale.
Il primo atto dell’Assemblea Nazionale Costituente fu l’introduzione dell’istruzione pubblica, gratuita ed obbligatoria.
LA GUERRA CONTRO AUSTRIA E PRUSSIA (APRILE 1792)

Austria e Prussia dichiararono guerra alla Francia. Questo perché gli aristocratici, in nome del fatto che quanto accaduto in Francia sarebbe potuto accadere anche nelle loro realtà, andarono a perorare la loro causa.
Era un fatto del tutto inatteso. Fu dichiarata alla Francia rivoluzionaria perché si voleva riportare al trono Luigi XVI e ripristinare lo status quo ante. Era una grande ingerenza negli affari della Francia.

Austria e Prussia inoltre erano due potenze dotate di un fortissimo assetto militare, la Francia invece, causa i numerosi disfacimenti interni non poteva contare sulla stessa compattezza dell’esercito.
Nel momento in cui si seppe nell’Assemblea Legislativa della dichiarazione di guerra, prese a parlare un esponente della Sinistra, MASSIMILIANO ROBERSPIERRE. Questi lo fa non per denunciare il pericolo della guerra, ma per denunciare i danni che la guerra può avere sulla Rivoluzione.
- Qualora la Francia avesse perso, la Rivoluzione non avrebbe avuto più ragione di esistere.
- Qualora la Francia avesse vinto, l’esercito sarebbe diventato un problema per la Rivoluzione perché questo non era un elemento rivoluzionario, bensì una forza repressiva.

L’intuizione di Roberspierre fu straordinaria. Si ricorda infatti che quanto sostenne si dimostrò profeticamente vero, perché la Rivoluzione Francese sarebbe culminata, una volta vinta la guerra contro Austria e Prussia, in una dittatura militare.
Il 10 AGOSTO 1792 il re fu intercettato a Varennes, nel tentativo di fuggire da Parigi e, condannato a morte con l’accusa di alto tradimento, fu ghigliottinato nel 1793.

VIENE MENO L’ASSEMBLEA LEGISLATIVA, NASCE LA CONVENZIONE
Nel 1792 fu sciolta l’Assemblea Legislativa. Questo significa che la costituzione monarchica non vale più.
Nel SETTEMBRE DEL 1792 si elesse una nuova Assemblea, la CONVENZIONE, con l’incarico di preparare la Repubblica.

Nella Convenzione l’Assemblea era costituita da:
- una SINISTRA, formata dai MONTAGNARDI (per la loro caratteristica di stare seduti più in alto di tutti), capeggiati da figure quali Danton e Roberspierre.
- una DESTRA, formata da GIRONDINI e FOGLIANTI;
- un CENTRO, formato dai PALUDE.

Questa situazione vede il sopravvento dei Montagnardi, sostenuti dal Centro.

LA BATTAGLIA DI VALMY (FINE DEL 1792) - IL MIRACOLO DEI “PEZZENTI”
Qui l’esercito francese dovette affrontare le armate AUSTRO-PRUSSIANE. Queste, notate la non compattezza dei francesi, li sottovalutarono, tanto che furono soprannominati per tal motivo “PEZZENTI”.
Nonostante questo l’esercito francese, formato solo da civili, sconfisse le armate austro-prussiane in un evento che passò alla storia come “il miracolo dei pezzenti di Valmy”.

La Francia in sostanza vedeva nella possibilità di questa guerra, una possibilità di allargare il suo territorio.
Per questo motivo, tutte le grandi potenze europee, più a sorpresa l’Inghilterra (che vedeva nella Francia una grande minaccia), si allearono per far fronte alla Francia.

IL PERIODO DEL “TERRORE”
In questo contesto, tra il 1792 ed il 1793, si scatenarono le masse popolari. Protagonisti di queste insurrezioni furono i Sanculotti, i quali si dettero ad eccessi che furono però repressi. Tale movimento repressivo che caratterizzò due anni della storia francese, prese il nome di “periodo del Terrore”.

In Francia si sarebbe potuta avere una Rivoluzione a carattere democratico? No, perché il popolo non possedeva la visione di Stato di tipo moderno-borghese.

Durante la fase del Terrore trovarono la morte moltissimi componenti dei Foglianti e dei Girondini, provocando effetti devastanti e dal punto di vista demografico ma anche dal punto di vista della credibilità in campo internazionale.

IL RE - IL PROCESSO
- I Girondini volevano risparmiare il re, magari esiliandolo;
- I Montagnardi ritenevano che il re, così come la sua intera famiglia, debbano essere giustiziati, per porre fine una volta per tutte al “discorso monarchia”.

Ebbero la meglio i Montagnardi, per cui la condanna capitale del re fu eseguita il 23 GENNAIO 1793.
Si acuisce con questa lo scontro con l’Austria, poiché la figlia del re di Francia era anche la moglie del Imperatore austriaco.

ALCUNE DECISIONI DELLA CONVENZIONE DEL 1793
Dopo il processo del re, la Convenzione cominciò ad assumere decisioni più avanzate:
- di tipo PRATICO: introduce il SISTEMA METRICO DECIMALE e cambiò IL CALENDARIO, non più religioso ma laico);
- di tipo CIVILE: introdusse il DIVORZIO (che implica l’introduzione del MATRIMONIO CIVILE) e sancisce l’ABOLIZIONE DELLA SCHIAVITU’.

LA SITUAZIONE IN VANDEA
In Vandea, una regione francese , si sviluppò una contro-rivoluzione contadina che, fu guidata non solo dalla nobiltà conservatrice ma anche e soprattutto dalla Chiesa.

Per fronteggiarla si decise nella Convenzione di dare vita ad un gruppo formato dai rappresentanti dei Montagnardi, che prese il nome di “Comitato di Salute Pubblica”.
Questo gruppo abbastanza ristretto, capeggiato dalla figura di Giorgio d’Agnòn, ebbe il compito di preservare, usando tutti i mezzi, le conquiste della Rivoluzione.

LA COSTITUZIONE DELL’ANNO PRIMO (1793)
Su queste basi, nel 1793, la Convenzione licenziò la nuova Costituzione , definita COSTITUZIONE DELL’ANNO PRIMO, in quanto è da qui che comincia la Storia francese.
Questa fase storica coincide con il periodo del “Terrore”.

IL CROLLO DI ROBERSPIERRE - SALE AL POTERE IL CENTRO
FINO AL 27 LUGLIO 1794 Roberspierre, capo dei Montagnardi, fece strage di tutti quelli che gli si pararono davanti (compresi gli stessi Montagnardi di cui faceva parte); tra le innumerevoli vittime della sua politica repressiva si ricorda anche il suo fidato amico Dantòn. Cominciò a sentire così attorno a sé una certa diffidenza.
Ne ebbe la conferma quando si recò in Assemblea dove trovo difficoltà nel parlare e, fonti storiche sostengono che al suo terzo colpo di tosse (chiaramente forzato) si alzò una voce che diceva “E’ il sangue di Dantòn che ti sta soffocando”.
Da qui, Roberspierre sarà preso e portato alla ghigliottina.

Con la sua morte prende fine anche la terza Costituzione. Bisognava dunque elaborarne un’altra che, diversamente dalle precedenti, sarebbe dovuta essere:
- repubblicana ma conservatrice rispetto alla seconda Costituzione;
- meno aperta della prima Costituzione perché adesso si veniva da due “bagni di sangue”.
Si fece avanti così la componente più moderata, il Centro. Questo si prefisse di dare vita ad uno STATO REPUBBLICANO ma SU BASI CONSERVATRICI.

LA QUARTA COSTITUZIONE (OTTOBRE 1795)
Venne licenziata una COSTITUZIONE REPUBBLICANA MODERATA con la quale fu limitato il diritto al vot.
Si scioglie quindi la Convenzione e vengono eletti gli organi che vengono ad essere:
- il Consiglio dei 500;
- il Consiglio degli Anziani;
- il Direttorio (in sostanza, il governo).

Vengono eletti solo da chi paga le tasse.

IL COLPO DI STATO DEL 18 BRUMAIO (9 NOVEMBRE 1799) E LA DITTATURA MILITARE
Questi organi dovettero fare i conti con una forte crisi economica. Per fronteggiarla il Direttorio propose di cercare le risorse economiche necessarie al di fuori della Francia, segnando l’inizio di una “guerra di conquista”.
Prima della guerra si dovette però procede con le elezioni del 1799. Qui i Giacobini (la componente francese repubblicana) avanzarono una loro rappresentanza nella Camera dei 500, che fu letta dal Direttorio come un pericolo.

Viene così preparato il colpo di Stato del 18 Brumaio, vale a dire del 9 Novembre del 1799.
Qui, Napoleone Bonaparte, un ufficiale dell’esercito francese, irruppe nella sala del Consiglio dei 500 e con l’aiuto di una pattuglia armata, lo sciolse.

In seguito, bisognò rivedere la Costituzione: vennero infatti rielette le due Camere e il Consolato, del quale Napoleone assunse il ruolo autoproclamato di Primo Console.

Successivamente, dopo essersi fatto nominare Primo Console a Vita, in seguito a numerose vittorie militari e con il consenso dei cittadini, si fece proclamare Imperatore dei Francesi (questo, nella notte di Natale del 1800).

Da qui in poi, tutto ciò che avvenne è conosciuto sotto il nome di ETA’ NAPOLEONICA.


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