Tema italiano Giorno del ricordo - GIORNATA DELLA MEMORIA

Messaggioda Mary_1 » 6 feb 2012, 15:22

Il giorno "Giorno della memoria"si celebra il 27 gennaio. La legge promulgata il 20 luglio 2000 all'articolo 1 afferma"al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati".
La ricorrenza fu fissata nello stesso giorno in cui le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi. I militari,oltrepassando il cancello dopo la scritta «Arbeit macht frei» cioè "il lavoro rende liberi", si resero conto dell'inferno che subirono migliaia di persone innocenti e conobbero, così, lo sterminio nella sua più feroce disumanità dell'uomo.
Auschwitz, cittadina della Polonia, a partire dal 1940 divenne il più grande campo di sterminio in attività. Questa città si era trasformata, durante l'occupazione nazista e in poco tempo in una vera e propria "metropoli della morte". I campi di concentramento erano composti da camere a gas e forni crematori ma anche da baracche dove i prigionieri lavoravano e dormivano in condizione più che disumane.
Gli ebrei venivano fatti salire su treni merci sigillati e trasportati, dai luoghi di rastrellamento ai campi di concentramento. Una volta a destinazione venivano fatti scendere sulla cosiddetta «Judenrampe» "la rampa dei giudei". Qui venivano selezionati e separati fra maschi e femmine. Una angosciosa testimonianza di ciò che accadde realmente a tanti sventurati ci viene fornita dallo scrittore Primo Levi che nel suo romanzo "Se questo è un uomo" racconta i momenti di questa tragedia ed in particolare delle indicibili sofferenze fisiche e psicologiche e le paure pem l'ignoto destino di questi esseri umani stipati sui vagoni del treno che li porterà verso la città infernale: …Emersero invece nella luce dei fanali due drappelli di strani individui. Camminavano inquadrati, per tre, con un curioso passo impacciato, il capo spenzolato in avanti e le braccia rigide. In capo avevano un buffo berrettino, ed erano vestiti di una lunga palandrana a righe, che anche di notte e di lontano si indovinava sudicia e stracciata. Descrissero un ampio cerchio attorno a noi, in modo da non avvicinarci, e, in silenzio, si diedero ad armeggiare coi nostri bagagli, e a salire e scendere dai vagoni vuoti.
Noi ci guardavamo senza parola. Tutto era incomprensibile e folle. Ma una cosa avevamo capito. Questa era la metamorfosi che ci attendeva. Domani anche noi saremmo diventati così.
A selezione compiuta alcuni venivano portati nei campi ed adibiti al lavoro ed altri, quelli gracili, vecchi o comunque non giudicati adatti al lavoro, venivano portati alle cosi dette «docce». (Per "docce" i nazisti intendevano le camere a gas.)
La parola Shoah significa «catastrofe» e completa il significato del termine «olocausto», cioè sterminio di massa, compiuto dai nazisti.
Nel gennaio del 1942 la conferenza di Wansee approva il piano di «soluzione finale» del cosiddetto problema ebraico, che prevede l’estinzione di questo popolo dalla faccia della terra. Lo sterminio degli ebrei non ha una motivazione territoriale, non è determinato da ragioni espansionistiche o da una, per quanto deviata, strategia politica. È deciso sulla base di un concetto folle di purezza della razza, sul fatto che il popolo ebraico, tutti, compresi i bambini, era visto con diffidenza e odio a causa della fede professata e ha rappresentato il "diverso", una presenza estranea all'interno della società. Questa fu, oggi per fortuna in modo molto limitato, una forma di razzismo radicale, aberrante e pazzoide, tesa a riuscire nello scopo di rendere il mondo «Judenfrei» cioè "«ripulito» dagli ebrei".
La Repubblica Italiana in attuazione alla legge n°92 del 30 marzo 2004, ha stabilito che il 10 febbraio, dopo la "Giornata della memoria" istituita per la commemorazione delle vittime della Shoah, in tutta Italia, si celebri il "Giorno del ricordo", in memoria, per non dimenticare mai, dei cinquemila italiani massacrati nelle foibe in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia tra il 1943 e il 1945.
L'articolo 1, comma 1, della legge n°92 precisa in termini chiari lo scopo dell'istituzione di tale Giorno del Ricordo che non è solo quello di rinnovare la memoria di quei massacri e conservarla, ma anche quello di ricordare l'esodo degli istriani, dei fiumani e dalmati nonché le vicende del confine orientale, le deportazioni effettuate fino al 1947 ad opera dei partigiani dell'esercito di Tito.
Le deportazioni e i massacri vennero definiti dai partigiani di Tito come azioni di guerra contro i fascisti ma, in realtà, fu una vera e propria "pulizia" politica ed etnica attuata contro gli italiani.
Le foibe sono delle cavità carsiche rocciose, numerose nel territorio, molto profonde, anche 200 metri, strette i superficie ma larghe verso la base.
I deportati, uomini, donne, bambini, giovani, anziani, fascisti, antifascisti, cattolici, ebrei, poliziotti, carabinieri, militari o civili vennero torturati e fucilati o, legati con filo di ferro gli agli altri in lunga fila e gettati, ancora vivi, nelle foibe.
Ciò che avvenne in quel periodo fu testimoniato anche da Gino Paoli in un intervista rilasciata al "Corriere della Sera" il 21 dicembre 2005: "Io sono nato nel 1934 e ho vissuto i primi mesi a Monfalcone e poi a Genova. Dieci anni dopo al mio trasferimento parte della famiglia di mia madre morì infoibata. I miei parenti non erano militari fascisti ma persone perbene e pacifiche. La caccia all'italiano faceva parte della strategia di Tito che intendeva, perpetrando le deportazioni ed i massacri o costringendo all'esodo, annettere alla Iugoslavia Trieste e Monfalcone. I partigiani di Tito con i partigiani comunisti italiani, rastrellavano di notte poi: un colpo alla nuca e giù nelle foibe".
Il "Giorno del ricordo" non è dedicato solo alla commemorazione delle vittime ma, anche, alla memoria affinché nessuno dimentichi e i giovani sappiano della grande tragedia patita dai profughi giuliani. Furono ben 360 mila coloro che furono costretti a lasciare le proprie case e ogni avere per sfuggire alle persecuzioni. Una testimonianza di tale tragedia ci viene data da Bruna Fiorentina, superstite dei massacri di Tito, che in un intervista rilasciata al "Messaggero" racconta: "avevo appena otto anni quando con la famiglia siamo andati via dalla Dalmazia. Ero una bambina sveglia, molto attenta ai discorsi degli adulti nei quali percepivo la sofferenza che si viveva per il dramma dell'abbandono della nostra terra e l'ansia per l'incertezza di ciò che ci attendeva nella nostra patria dove però rientravano senza alcunché dei nostri beni lasciati in tutta fretta prima di finire nelle mani dei titini". Molti italiani, infatti, finirono nei campi di concentramento e li rimasero per molti anni.
La data del "Giorno del ricordo", 10 febbraio, è stata scelta come simbolica in relazione all'entrata in vigore, nel 1947, del trattato di pace con cui le province di Pola, Fiume, Zara, parte delle zone di Gorizia e Trieste, passarono alla Iugoslavia.
Ancora oggi, dopo circa sessantasette anni non esistono cifre ufficiali dei deportati, degli uccisi durante la prigionia e degli infoibati scomparsi dall'autunno del 1943 alla primavera del 1945.
Al di là della semplice conta dei morti, dei deportati, dei confinati ritengo che la tragedia, di cui è essenziale capirne le cause e le vere ragioni, e la portata della stessa debbano fare riflettere ognuno di noi per evitare che chi l'ha vissuta sulla propria pelle e le generazioni future possano immedesimarsi come protagonisti, o vittime o carnefici, perdendo il vero insegnamento che anche da una tragedia come questa può emergere: l'inutilità di ogni guerra, di ogni ideologia, di ogni barbarie.
Le ricorrenze stabilite in giorni diversi riguardano avvenimenti di pari gravità ma avvenuti in due contesti storici differenti. Il Giorno della memoria, dedicato alle vittime dell'olocausto, invita a non dimenticare mai i tragici eventi a sfondo razziale avvenuti durante il periodo della seconda Guerra Mondiale; il Giorno del ricordo è stato istituito per non lasciar cadere nell'oblio della memoria un evento di pari gravità ma storicamente meno trattato sia a livello scolastico che a livello mediatico.

Mary_1

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Risposte:

Messaggioda *Yole* » 6 feb 2012, 15:26

hai guadagnato un credito

*Yole*

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Messaggioda Mary_1 » 6 feb 2012, 15:28

Grazie :)

Mary_1

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Messaggioda *Yole* » 8 feb 2012, 13:41

prego bye

*Yole*

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