Il '68 e il boom economico

Messaggioda tery97 » 19 feb 2012, 13:50

A metà degli anni Cinquanta l’Italia era ancora per molti aspetti un Paese sottosviluppato. Nel 1951 la maggior parte della popolazione attiva era occupata nel settore agricolo: il 42,2%,con percentuali ancora più elevate al Sud. Ma tra il 1958 e il 1963 prese il via il cosiddetto miracolo italiano: in meno di due decenni l’Italia divenne uno dei Paesi più industrializzati del mondo. S’impose un modello di sviluppo basato sui consumismi di massa. La società cambiò radicalmente e le condizioni di vita subirono un notevole miglioramento dovuto all’aumento del reddito medio della popolazione, che permise a volte l’acquisto di beni di lusso, prima assolutamente fuori portata. I consumi aumentarono con una rapidità mai vista e le possibilità finanziarie delle famiglie erano tali da permettersi un’alimentazione sana e ricca, vistiti, un’abitazione e perfino l’automobile. Infatti in questi ultimi anni Cinquanta la motorizzazione nazionale raggiunse livelli mai visti.

In molte case italiane erano presenti gli elettrodomestici di ultima generazione:phon, orologio, frigorifero, stufette elettriche, frullatori e lavatrici, che cambiarono le abitudini degli italiani. Sicuramente la “novità” più significativa di questi anni è la televisione, che in pochissimo tempo invase gran parte delle case italiane diventando sempre più indispensabile. Si verificò un aumento dei laureati anche presso le grandi università straniere che poi diventarono i dirigenti delle varie industrie italiane. Si modificò anche la famiglia. Il numero dei componenti andava man mano diminuendo, soprattutto al nord, determinando un alto numero di famiglie formate solo da un figlio oppure, addirittura, da marito e moglie, cosa quasi inconcepibile in quei tempi. I giovani, cominciarono ad avere molta più libertà e passatempi a disposizione: domenica allo stadio, i bar, le sale da ballo, lo shopping in centro, i video giochi e la Lambretta. Le donne invece diventarono quasi tutte casalinghe, dedicandosi interamente al marito, ai figli e alla casa; per questo motivo l’occupazione femminile diminuì vertiginosamente. Molti cittadini che la domenica frequentavano la Chiesa cominciarono ad andare al mare durante il week-end contribuendo a modificare lo stile di vita del tempo.Intorno al 1968 in vari paesi del mondo industrializzato si verificò un vasto movimento di ribellione e di protesta: il Sessantotto. Esso fu caratterizzato da grandi e continue manifestazioni rivolte contro ogni tipo di autorità. In questo contesto nacquero gli hippy, chiamati figli dei fiori, poiché la loro unica arma erano appunto i fiori e la creazione di una cultura alternativa. Le agitazioni degli operai in fabbrica presero origine per il rinnovo di molti contratti di lavoro, per l'aumento dei salari uguale per tutti, per la diminuzione dell'orario, per le pensioni, la casa, la salute, i servizi, ecc. La questione del mondo del lavoro si saldò con il movimento degli studenti che contestavano i contenuti arretrati e parziali dell'istruzione e rivendicavano l'estensione del diritto allo studio anche ai giovani di condizione economica disagiata. Nel maggio del 1968 tutte le università, esclusa la Bocconi, erano occupate. Il 21 dicembre con una conciliazione furono accolte quasi tutte le richieste dei sindacati e ritornò una calma apparente. Ma iniziò un'altra epoca, generando nuovi movimenti che sfociarono nelle azioni armate. Ma gli operai otterranno alla fine dell'anno molti risultati: aumenti salariali, interventi nel sociale, pensioni, minori ore lavorative, diritti di assemblea, consigli di fabbrica.

tery97

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Messaggioda giada » 20 feb 2012, 10:23

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