Prodigi nell'anno di arrivo di Ottaviano a Roma

Versione da Nova Lexis plus n. 61 pag. 69

Octavius testamento Caesaris patris Brundisii se in Iuliam gentem adscivisse contendebat.

Cumque hora diei tertia cum ingenti multitudine in Urbem intravit, tradunt solem puri ac sereni caeli orbe modico inclusum esse extremae lineae circulo, ut tenditur arcus in nubibus, et eum circumscripsisse.

Omnibus constat, cum ludos Veneris Genetricis pro collegio fecit, stellam hora undecima crinitam sub septentrionis sidere apparuisse et convertisse omnium oculos.

Sidus, quia ludis Veneris apparuit, divo Iulio insigne capitis consecrari placuit.

Ottaviano pretendeva di essersi inserito nella famiglia Giulia a Brindisi per testamento del padre Cesare.

E quando entrò nella città nella terza ora del giorno con una folla smisurata raccontano che il sole sia stato racchiuso in un piccolo disco di cielo sereno e limpido, all'orizzonte, come l'arco è teso nelle nubi, e che lo avesse circoscritto.

tutti sanno, che, quando fece i giochi di Venere Genitrice davanti all'assemblea una stella cometa nell'undicesima ora apparve sotto la costellazione del settentrione e fece girare gli occhi di tutti.

Poichè apparve durante i giochi di Venere, piacque che la stella straordinaria del capo fosse consacrata al divino Giulio.

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