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Friday 03rd of September 2010    

Difesa dell'impero dagli usurpatori (Versione Ammiano)
LATINO - versioni di Ammiano Marcellino

 

 

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 Difesa dell'impero dagli usurpatori

 Autore: Ammiano Marcellino

 

Assistimus apud vos, optimi rei publicae defensores, causae communi uno paene omnium spiritu uindicandae, quam acturus tamquam apud aeqous iudices succinctius edocebo. Post interitum rebellium tyrannorum, quos ad haec temptanda, quae mouerunt, rabies egit et furor, uelut impiis eorum manibus Romano sanguine parentantes persultant barbari Gallias rupta limitum pace hac animati fiducia, quod nos per disiunctissimas terras arduae necessitates astringunt. Huic igitur malo ultra apposita iam proserpenti, si, dum patitur tempus, occurrerit nostri uestrique consulti suffragium, et colla superbarum gentium detumescent et imperii fines erunt intacti. Restat, uenturorum spem, quam gero, secundo roboretis effectu. 8. Iulianum, hunc fratrem meum patruelem, ut nostis, uerecundia, qua nobis ita ut necessitudine carus est, recte spectatum iamque elucentis industriae iuuenem, in Caesaris adhibere potestatem exopto coeptis, si uidentur utilia, etiam uestra consensione firmandis".

«Ci presentiamo presso di voi, i migliori difensori dello Stato, per sostenere una causa d'interesse pubblico con unanimità di propositi; di questa causa io vi informerò in breve, proponendomi di trattarla (dinanzi a voi) come giudici giusti. Morti gli usurpatori del titolo imperiale (rabbia e furore li spinsero a porre mano a questa (insurrezione), i barbari, come se sacrificassero alle anime empie dei loro morti servendosi di sangue romano, vagano per le Gallie rompendo la pace alle frontiere; li anima la fiducia che gravi difficoltà ci immobilizzano in territori molto lontani.
Se a questo male, che ormai striscia oltre le zone di confine, si farà incontro per tempo l'aiuto delle nostre e delle vostre decisioni, si sgonfieranno i colli di quella popolazione superba, i confini dell'Impero resteranno intangibili. Basta solo che voi rafforziate con una messa in atto positiva, la speranza che io ho (per il futuro). Giuliano, questo cugino mio da parte di padre (un giovane, voi lo sapete, già ben sperimentato per il suo carattere misurato che ce lo rende caro quanto il vincolo di parentela, e per un'operosità che già si mette in luce), io desidero assumerlo alla carica di cesare; e questa mia intenzione (se vi sembra cosa buona) io desidero rafforzarla con il vostro assenso.»

 

 

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