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SENECA - Consolazione alla madre Elvia Libro IV

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Latino - Opere - Opere di Seneca

 

CONSOLAZIONE ALLA MADRE ELVIA 
                      
                                 Consolatio ad Helvia matrem 
                                Testo latino e traduzione italiana
     Traduzione gentilmente concessa da Diego Fusaro www.filosofico.net

 

LIBRO IV

1. Magno id animo feci; constitui enim uincere dolorem tuum, non circumscribere. Vincam autem, puto, primum si ostendero nihil me pati propter quod ipse dici possim miser, nedum propter quod miseros etiam quos contingo faciam; deinde si ad te transiero et probauero ne tuam quidem grauem esse fortunam, quae tota ex mea pendet. 2. Hoc prius adgrediar quod pietas tua audire gestit, nihil mihi mali esse. Si potuero, ipsas res quibus me putas premi non esse intolerabiles faciam manifestum; sin id credi non potuerit, at ego mihi ipse magis placebo, quod inter eas res beatus ero quae miseros solent facere. 3. Non est quod de me aliis credas: ipse tibi, ne quid incertis opinionibus perturberis, indico me non esse miserum. Adiciam, quo securior sis, ne fieri quidem me posse miserum.

Traduzione:

(1) Ho fatto questo con molto coraggio: perché ho deciso di debellare il tuo dolore, non di circoscriverlo. E lo vincerò, penso, se dimostrerò, innanzi tutto, che niente di quel che mi capita è tale da farmi ritenere infelice e tanto meno fa essere tali, per causa mia, i miei familiari; poi, venendo a te, dimostrerò che anche la tua sorte, che dipende tutta dalla mia, non è insopportabile. (2) E comincerò, prima di tutto, con ciò che il tuo affetto desidera sentire, cioè che io non provo alcun male. Se potrò ti dimostrerò che le cose da cui tu mi ritieni oppresso non sono poi intollerabili. E, se non riuscirò a convincerti, almeno avrò la soddisfazione di sentirmi contento in circostanze che, di solito, rendono infelici. (3) Non credere agli altri su quel che mi riguarda: e perché tu non debba turbarti per voci infondate, sono io stesso ad assicurarti che non sono infelice. Ti aggiungerò, perché tu sia ancor più tranquilla, che non è neppure possibile che io lo diventi.



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