Difetti dei sofisti

θαυμάζω δὲ τῶν σοφιστῶν καλουμένων ὅτι φασὶ μὲν ἐπ᾽ ἀρετὴν ἄγειν οἱ πολλοὶ τοὺς νέους, ἄγουσι δ᾽ ἐπὶ τοὐναντίον: οὔτε γὰρ ἂν ἄνδρα που ἑωράκαμεν ὅντιν᾽ οἱ νῦν σοφισταὶ ἀγαθὸν ἐποίησαν, οὔτε γράμματα παρέχονται ἐξ ὧν χρὴ ἀγαθοὺς γίγνεσθαι, ἀλλὰ περὶ μὲν τῶν ματαίων πολλὰ αὐτοῖς γέγραπται, ἀφ᾽ ὧν τοῖς νέοις αἱ μὲν ἡδοναὶ κεναί, ἀρετὴ δ᾽ οὐκ ἔνι: διατρίβειν δ᾽ ἄλλως παρέχει τοῖς ἐλπίσασί τι ἐξ αὐτῶν μαθήσεσθαι μάτην καὶ ἑτέρων κωλύει χρησίμων καὶ διδάσκει κακά.

μέμφομαι οὖν αὐτοῖς τὰ μὲν μεγάλα μειζόνως: περὶ δὲ ὧν γράφουσιν, ὅτι τὰ μὲν ῥήματα αὐτοῖς ἐζήτηται, γνῶμαι δὲ ὀρθῶς ἔχουσαι, αἷς ἂν παιδεύοιντο οἱ νεώτεροι ἐπ᾽ ἀρετήν, οὐδαμοῦ.

ἐγὼ δὲ ἰδιώτης μέν εἰμι, οἶδα δὲ ὅτι κράτιστον μέν ἐστι παρὰ τῆς αὑτοῦ φύσεως τὸ ἀγαθὸν διδάσκεσθαι, δεύτερον δὲ παρὰ τῶν ἀληθῶς ἀγαθόν τι ἐπισταμένων μᾶλλον ἢ ὑπὸ τῶν ἐξαπατᾶν τέχνην ἐχόντων. Traduzione letterale: θαυμάζω δὲ τῶν σοφιστῶν καλουμένων ὅτι φασὶ μὲν ἐπ᾽ ἀρετὴν ἄγειν οἱ πολλοὶ τοὺς νέους, ἄγουσι δ᾽ ἐπὶ τοὐναντίον: (da Senofonte, Sulla caccia 13; 1-4)

Mi meraviglio dei cosiddetti sofisti poiché se da un lato in molti dicono di portare i giovani alla virtù, dall’altro li portano all’opposto; né difatti in qualche luogo abbiamo visto un uomo il quale i sofisti abbiano reso ottimo, né essi forniscono discorsi attraverso i quali sia necessario divenire ottimi, tuttavia molte cose sono state scritte da essi su cose inutili, dalle quali ai giovani (derivano) vuoti piaceri, ma nessuna virtù sussiste; Tali cose comportano una notevole perdita di tempo per coloro che credono inutilmente di poter apprendere da essi qualcosa e distolgono da altre cose utili e insegnano cose sbagliate.

Certamente ad essi rimprovero maggiormente le asserzioni di fondo: quando scrivono da un lato che le parole sono state da essi investigate, ma dall’altro che conoscenze corrette, con cui potrebbero essere educati i più giovani alla virtù, da nessuna parte.

Io sono un uomo semplice, ma so che la cosa migliore per la sua natura è che ci venga insegnato l’ottimo, e in secondo luogo che è meglio presso coloro che conoscono veramente qualcosa di ottimo, piuttosto che pressocoloro che possiedono l’arte di ingannare. (by Adriano)

Traduzione nel dettaglio

οὔτε γὰρ ἂν ἄνδρα που ἑωράκαμεν ὅντιν᾽ οἱ νῦν σοφισταὶ ἀγαθὸν ἐποίησαν, οὔτε γράμματα παρέχονται ἐξ ὧν χρὴ ἀγαθοὺς γίγνεσθαι,

né difatti in qualche luogo (που) abbiamo visto un uomo il quale i sofisti abbiano reso ottimo, né essi forniscono discorsi attraverso i quali sia necessario divenire ottimi,

ἀλλὰ περὶ μὲν τῶν ματαίων πολλὰ αὐτοῖς γέγραπται, ἀφ᾽ ὧν τοῖς νέοις αἱ μὲν ἡδοναὶ κεναί, ἀρετὴ δ᾽ οὐκ ἔνι:

tuttavia molte cose sono state scritte da essi su cose inutili, dalle quali ai giovani (derivano) vuoti piaceri, ma nessuna virtù sussiste (ἔνι = ἔνεστι, ἔνεισι);

διατρίβειν δ᾽ ἄλλως παρέχει τοῖς ἐλπίσασί τι ἐξ αὐτῶν μαθήσεσθαι μάτην καὶ ἑτέρων κωλύει χρησίμων καὶ διδάσκει κακά. e oltre a ciò (ἄλλως)

(tali cose, sottint., vedi: πολλὰ) comportano una notevole perdita di tempo (letteralm., di perdere tempo: διατρίβειν) per coloro che credono inutilmente (μάτην) di poter apprendere da essi qualcosa e distolgono da altre cose utili e insegnano cose sbagliate.

μέμφομαι οὖν αὐτοῖς τὰ μὲν μεγάλα μειζόνως: περὶ δὲ ὧν γράφουσιν, ὅτι τὰ μὲν ῥήματα αὐτοῖς ἐζήτηται, γνῶμαι δὲ ὀρθῶς ἔχουσαι, αἷς ἂν παιδεύοιντο οἱ νεώτεροι ἐπ᾽ ἀρετήν, οὐδαμοῦ.

Certamente ad essi rimprovero maggiormente le asserzioni di fondo (letteralm., le cose grandi): quando (letteralm., riguardo alle quali, περὶ ὧν) scrivono da un lato che le parole sono state da essi investigate (ἐζήτηται è 3^ sing. indic. perf. passivo di ζητέω: cerco di scoprire), ma dall’altro che conoscenze corrette (letteralm., conoscenze aventi/essenti correttamente), con cui potrebbero essere educati i più giovani alla virtù, (non esistono, sottint.) da nessuna parte.

Traduzione alternativa: Certamente ad essi rimprovero maggiormente le cose più gravi (letteralm., le cose grandi): riaguardo alle cose che scrivono ( N.B.: περὶ ὧν γράφουσιν sarebbe qui forma contratta per: περὶ τῶν πολλῶν ἃ γράφουσιν: “intorno alle molte cose che scrivono” !!!! ) (rimprovero, sottint.) che i loro (αὐτοῖς: ad essi, letteralm.) termini sono stati molti ricercati, ma conoscenze corrette, con cui potrebbero essere educati i più giovani alla virtù, (in essi non ve ne sono, sottint.) da nessuna parte.

ἐγὼ δὲ ἰδιώτης μέν εἰμι, οἶδα δὲ ὅτι κράτιστον μέν ἐστι παρὰ τῆς αὑτοῦ φύσεως τὸ ἀγαθὸν διδάσκεσθαι, δεύτερον δὲ παρὰ τῶν ἀληθῶς ἀγαθόν τι ἐπισταμένων μᾶλλον ἢ ὑπὸ τῶν ἐξαπατᾶν τέχνην ἐχόντων.

Io sono un uomo semplice, ma so che la cosa migliore per la sua natura è che ci venga insegnato (letteralm., l’essere insegnato) l’ottimo, e in secondo luogo che è meglio (che esso sia insegnato, sottint., διδάσκεσθαι) presso coloro che conoscono veramente qualcosa di ottimo, piuttosto che presso (ὑπὸ significa sotto, sfumatura spregiativa) coloro che possiedono l’arte di ingannare.

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