Agricola guida il suo esercito contro i Caledoni - Tacito

Inizio: Ceterum aestate, qua sextum officii annum incohabat, amplexus civitates trans Bodotriam sitas, Fine: diviso et ipse in tris partes exercitu incessit.

(Agricola) Frattanto durante l'estate in cui dava inizio al suo sesto anno di governo, rivolgendo il pensiero alle città situate al di là del Bodotria, poiché si temeva il movimento di tutte quelle popolazioni oltre il fiume e (essendo) le piste infestate dall'esercito nemico, fece una ricognizione degli approdi con la flotta che allora per la prima volta aggregata alle forze combattenti, seguiva l'esercito con uno spettacolo straordinario, quando veniva fatta avanzare sia per terra che per mare, e spesso nello stesso accampamento fanti, cavalieri e soldati di mare, con le truppe mescolate e magnificata ciascuno di loro la soddisfazione per le proprie imprese, esaltavano le loro vicende belliche, con soldatesca vanteria narravano a gara chi di foreste e montagne inaccessibili, chi la violenza delle tempeste e dei flutti;

da un lato terra e nemici piegati, dall'altro l'Oceano vinto. Anche i Britanni, come si seppe dai prigionieri, erano rimasti stupefatti alla vista della flotta, come se, violato il segreto del loro mare, fosse chiuso ai vinti anche l'ultimo rifugio. Gli abitanti della Caledonia passarono all'azione e presero le armi, con una grande mobilitazione accompagnata, come avviene per ciò che è ignoto, da una fama ancora più grande e assaltarono i posti fortificati, provocando panico con il loro attacco.

E mentre i vili, che si nascondevano dietro la maschera della prudenza, consigliavano di ripiegare al di qua della Bodotria e di ritirarsi prima di essere respinti, Agricola riceve la notizia che i nemici stavano per piombargli addosso, divisi in diverse colonne. Per non trovarsi accerchiato da nemici superiori di numero ed esperti dei luoghi, suddivide anch'egli l'esercito in tre parti e marcia contro di loro.

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