Arminio perora la causa della libertà - Compitum

Arminio perora la causa della libertà
Versione latino Tacito
COMPITUM esercizio numero 31 pagina 492

Coleret Segestes victam ripam, redderet filio sacerdotium hominum: Germanos numquam satis excusaturos quod inter Albim et Rhenum virgas et securis et togam viderint.

aliis gentibus ignorantia imperi Romani inexperta esse supplicia, nescia tributa: quae quoniam exuerint inritusque discesserit ille inter numina dicatus Augustus, ille delectus Tiberius, ne inperitum adulescentulum, ne seditiosum exercitum pavescerent.

si patriam parentes antiqua mallent quam domi nos et colonias novas, Arminium potius gloriae ac libertatis quam Segestem flagitiosae servitutis ducem sequerentur.

Segesta abitasse pure sulla riva dei vinti, rendesse pure al tiglio la carica di sacerdote per il culto ili un uomo: mai i Germani sapranno perdonargli di aver dovuto vedere, tra l'filba e il Reno, la verghe, le scuri e la toga romana.

Altri popoli, ignorando il dominio di Roma, non avevano mai provato i supplizi, non conoscevano i tributi: ma poiché luro se ne erano liberati e se ne era andato scornato quel famoso Augusto consacrato fra gli dèi, e cosi Tiberio, da lui scelto come successore, non c'era motivo di temere un giovane inesperto e un esercito di ribelli.

Se ai padroni e alle nuove colonie preferivano la patria, i genitori e gli antichi valori, dovevano seguire Arminio verso la gloria e la libertà, non Segeste che li trascinava ad una schiavitù infamante

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