La fine di Vitelio - Tacito versione di latino

La fine di Vitelio
Versione di latino di Tacito
LIBRO novae voces
Testo latino

Aderat pugnantibus spectator populus utque in ludicro certamine, hos, rursus illos clamore et plausu fovebat.

Quotiens pars altera inclinasset, abditos in tabernis aut si quam in domum perfugerant, erui iugularique expostulantes parte maiore praedae potiebantur: nam milite ad sanguinem et caedes obverso spolia in volgus cedebant. Saeva ac deformis urbe tota facies: alibi proelia et volnera, alibi balineae popinaeque;

simul cruor et strues corporum, iuxta scorta et scortis similes; quantum in luxurioso otio libidinum, quidquid in acerbissima captivitate scelerum, prorsus ut eandem civitatem et furere crederes et lascivire.

Conflixerant “et” ante armati exercitus in urbe, bis Lucio Sulla, semel Cinna victoribus, nec tunc minus crudelitas: nunc inhumana securitas et ne minimo quidem temporis voluptates intermissae: velut festis diebus id quoque gaudium accederet, exsultabant fruebantur nulla partium cura, malis publicis laeti.

TraduzioneMathetes

l popolo spettatore assisteva a quelli che combattono come nei duelli nel circo, con acclamazioni e applausi incoraggiava prima questi poi quelli.

Tutte le volte che una delle due parti cedesse, esigendo alcuni che si caccino fuori e si sgozzino quelli che si erano rifuggiati nelle botteghe o si erano ritirati in casa si impadronivano della maggior parte di bottino: difatti poiché i soldati erano intenti al sangue e alla strage, le spoglie passavano nelle mani della plebe. L’aspetto di tutta la città terribile e ributtante: in un luogo scontri e ferite, in un altro bagni e bettole;

nello stesso tempo sangue e mucchi di cadaveri, accanto prostitute e simili alle prostitute; quanto di sfrenato godimento in una pace dissoluta, tutto quello che di scellerato si può compiere in una spietata espugnazione, proprio al punto che penseresti la medesima città si abbandonasse al delirio insieme al vizio.

Anche prima si erano combattuti eserciti armati in città, essendo vincitori due volte Lucio Silla, una volta Cinna, né allora minore crudeltà; ora una mostruosa indifferenza e i piaceri tralasciati neanche per un attimo: come in giorni di festa si aggiungesse questo godimento, esultavano e godevano di nessuna indifferenza delle fazioni, lieti delle sventure pubbliche.

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