La religione dei germani - tacito versione latino nel mito e nella storia

La religione dei Germani
Versione di latino di Tacito
LIBRO Nel mito e nella storia Pagina 47, numero 17

Germani carminibus antiquis Tuistonem deum terra editum celebrant.

Ei filium Mannum, originem gentis conditoremque, Manno tres filios assignant. Deorum maxime Mercurium colunt, cui certis diebus humanis quoque hostiis litant. Herculem et Martem animalibus placant.

Pars Sueborum et Isidi sacrificat. Caelestibus lucos ac nemora consecrant. Auspicia sortesque observant; sortium consuetudo simplex: virgam in surculos amputant, notis discernunt et super candidam vestem temere ac fortuito spargunt.

Mox sacerdos civitatis aut pater familiae ter singulos tollit. Etiam avium voces interrogant, equorum quoque praesagia experiunt.

I Germani celebrano con antichi canti il dio Tuistone preminente sulla terra.

Affidano a lui il figlio Manno, fondatore e origine della stirpe, e a Manno tre figli. Tra gli dei venerano soprattutto Mercurio, al quale in giorni stabiliti sacrificano anche vittime umane. Placano Ercole e Marte con gli animali.

La parte degli Svevi fa anche sacrifici a Iside. Consacrano ai celesti boschi e foreste. Osservano gli auspici e le sorti; la semplice consuetudine delle sorti: tagliano il ramoscello nel germoglio, lo separano dalle gemme e le spargono casualmente e accidentalmente sopra il candido tappeto.

Presto il sacerdote o il padre della famiglia solleva tre pezzi uno per volta. Interrogano anche le voci degli uccelli, perché sono anche loro esperti dei presagi.

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