Una storiografia difficile e ingrata - Versione latino di Tacito dal libro Per Litteras

Una storiografia difficile e ingrata
Versione latino Tacito Libro Per Litteras

Cunctas nationes et urbes populus aut primores aut singuli regunt: delecta ex iis et consociata rei publicae forma laudari facilius quam evenire, vel, si evenit, haud diuturna esse potest.

Igitur, ut olim, plebe valida vel cum patres pollerent, noscenda vulgi natura et quibus modis temperanter haberetur, senatusque et optimatium ingenia qui maxime perdidicerant, callidi temporum et sapientes credebantur, sic converso statu neque alia re Romana quam si unus imperitet, haec conquiri tradique in rem fuerit, quia pauci prudentia honesta ab deterioribus, utilia ab noxiis discernunt, plures aliorum eventis docentur.

Ceterum, ut profutura, ita minumum oblectationis adferunt. Nam situs gentium, varietates proeliorum, clari ducum exitus retinent ac redintegrant legentium animum; nos saeva iussa, continuas accusationes, fallaces amicitias, perniciem innocentium et easdem exitii causas coniungimus, obvia rerum similitudine et satietate.

Tum quod antiquis scriptoribus rarus obtrectator, neque refert cuiusquam Punicas Romanasve acies laetius extuleris: at multorum, qui Tiberio regente poenam vel infamias subiere, posteri manent.

Ogni nazione o città è governata dal popolo, dagli aristocratici o da un singolo.

È facile lodare una forma di governo derivata da elementi scelti tra i tre e amalgamati, ma assai difficile ne è la realizzazione pratica. Se poi accade che un tale tipo di governo si formi, esso ha vita assai breve. Un tempo, quando forte era la plebe e dominante la classe senatoria, occorreva conoscere bene la psicologia della folla e in che modo andasse tenuta a freno, e quanti avevano ben studiato l'indole dei senatori e degli aristocratici godevano fama di esperti uomini politici e di saggi. Ora che le cose sono cambiate e lo stato romano è in effetti una monarchia, occorre ricercare e tramandare queste cose, poiché pochi hanno l'accortezza di distinguere ciò che è onesto da ciò che non lo è, ciò che è utile da ciò che invece è dannoso: i più apprendono da ciò che succede agli altri.

Queste cose però, se saranno utili, certamente non saranno piacevoli. Le descrizioni di popoli, la varietà delle battaglie, le morti eroiche dei comandanti attraggono l'animo del lettore e lo ravvivano.

Io devo parlare di ordini crudeli, continue denunce, false amicizie, cause sempre uguali di rovina per persone innocenti, e tutto ciò non può non indurre monotonia e senso di rifiuto. Quando poi si narrano fatti assai antichi è raro trovare un detrattore e poco importa ai più se la lode rivolta all'esercito cartaginese sia maggiore di quella rivolta all'esercito romano. Sono invece ancora vivi i discendenti di molti che sotto Tiberio hanno subito condanne o infamia.

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