Apollo e il satiro Marsia - Versione greco Apollodoro

Apollo e il satiro Marsia
versione di greco di Apollodoro

Απέκτεινε δέ Απόλλων καì τòν Ολύμπου υιέα Μαρσύαν.

Ουτος γάρ, ευρίσκων αυλούς, ους έρριπτεν η Αθηνα διά τò (τούς αυλούς) τήν όψιν αυτης ποιειν άμορφον, ηκεν εις έριν περì μουσικης Απόλλωνι. Συντοθεμένων δέ αυτων καì της κρίσεως γιγνομένες, νίκην ελάμβανε ο Απόλλων τη αυτου θαυμαστη δυνάμει· ηγωνίζετο γάρ τήν κιθάραν στρέφων, ου δυναμένου Μαρσύου αυτου ταυτό πράσσειν.

Διòπερ, κρεμαννύντος του θεου τòν Μαρσύαν εξ υψηλης πίτυος καì εκτέμνοντος τò δέρμα αυτου, η του αθλιου ύβρις ουκ εδύνατ' εκφεύγειν τήν των θεων νέμεσιν.

Apollo uccise il figlio dell'Olimpo Marsia. Questo infatti, trovando l'aulo venne allontanato da Atena per il fatto che quello faceva il suo aspetto deforme, giunse in rivalità con Apollo riguardo la musica.

Stipulate queste cose e presa una decisione, Apollo ottenne la vittoria con prodezza straordinaria: infatti gareggiò girando la cetra, poiché Marsia non poteva fare la stessa cosa.

Perciò, il dio appendendo Marsia ad un pino e togliendogli la pelle, la prepotenza dell'infelice non poté sfuggire alla vendetta del dio.

secondo tipo di versione per questo stesso titolo

Apollo uccise anche Marsia, il figlio di Olimpo. Proprio Marsia aveva ritrovato il flauto gettato via da Atena - a suonarlo, diceva, le si sfigurava il viso. Il giovane venne a gara di musica con Apollo: i patti erano che il vincitore avrebbe fatto ciò che voleva dello sconfitto. La contesa ebbe inizio: Apollo suonò con la cetra capovolta, e sfidò Marsia a fare altrettanto con il suo strumento. Ma questo era davvero impossibile. Così Apollo riuscì vincitore, appese Marsia a un alto pino, e lo uccise scorticandolo vivo. Artemide invece uccise Orione a Delo. Di lui dicono che fosse di enorme statura, in quanto nato dal terreno; ma Ferecide sostiene che fosse figlio di Poseidone ed Euriale. In ogni caso, egli aveva avuto da Poseidone il dono di poter camminare sulle acque. La sua prima sposa fu Side, che Era gettò nell'Ade perché aveva osato rivaleggiare con lei in bellezza. Un giorno Orione giunse a Chio, e chiese la mano di Merope, la figlia di Enopione. Enopione lo fece ubriacare, e mentre era addormentato lo accecò, gettandolo poi sulla spiaggia. Allora Orione andò alla fucina di Efesto, rapì uno dei suoi operai, se lo caricò in spalla e gli ordinò di guidare i suoi passi fino a dove sorge Elio. Giunto là, i raggi di Elio gli ridonarono la vista; allora Orione corse in tutta fretta da Enopione. Poseidone, intanto, aveva fatto costruire da Efesto un rifugio sotterraneo per Enopione. Eos, l'aurora, si innamorò di Orione, lo rapì e lo portò a Delo: era la vendetta di Afrodite, che costringeva Eos a essere eternamente innamorata, perché aveva osato dormire insieme ad Ares. Alcuni dicono che Orione morì per aver sfidato Artemide in una gara di lancio del disco; altri invece dicono che usò violenza a Opi, una delle fanciulle venute dal paese degli Iperborei, e Artemide lo uccise con le sue frecce. Poseidone sposò Anfitrite, la figlia di Oceano, e da loro nacquero Tritone e Rode, che divenne sposa di Elio

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