Morte di Eracle

αγων δε Δημανειραν επι ποταμον Ευηνον ηκεν, εν ωι παθεζομενος Νεσσος ο Κενταυρος τους παριοντας διεπορθεμευε μισθου, λεγων παρα θεων ....

Arrivò con Deianira al fiume Eveno, presso il quale il centauro Nesso sedeva e traghettava i passanti a pagamento, dicendo di aver ricevuto dagli dei il traghettare a causa della sua rettitudine. Eracle dunque attraversò il fiume da solo, ma, poiché gli era stato richiesto il pagamento, affidò a Nesso da traghettare Deianira.

Ma lui, mentre la traghettava, tentava di farle violenza. Eracle, udendola gridare, colpì Nesso con una freccia al cuore non appena uscì. Ed egli, essendo sul punto morire, chiamata accanto Denianira, disse che, se voleva avere un filtro per Eracle, (doveva) mescolare insieme lo sperma che aveva emesso per terra e il sangue che era sgorgato dalla ferita provocata dalla (della) freccia.

E lei, fatto ciò, lo conservava presso di sé. Deianira venne a sapere tutto dell'amore di Eracle per Iole, ed ebbe paura che lo sposo potesse amare quell'altra più di lei; allora, credendo che il sangue sgorgato da Nesso fosse davvero un filtro d'amore, vi intinse il chitone di Eracle.

L'eroe dunque lo indossò, e celebrò il sacrificio. Ma il calore fece sciogliere il veleno dell'idra di cui la tunica era intrisa, e già corrodeva la pelle di Eracle; l'eroe allora abbrancò Lica per i piedi e lo catapultò fuori della regione. Cercò di strapparsi la tunica di dosso, ma ormai si era fusa con il suo corpo, e poté soltanto lacerarsi le carni. In queste condizioni disastrose, fu portato per mare a Trachine. Deianira, appena conobbe l'accaduto, s'impiccò.

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