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Fazioni dei Galli (Versione di latino Cesare)

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - versioni di cesare

 

 

 

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Fazioni dei Galli

Autore: Cesare

 

Cum Caesar in Galliam venit, alterius factionis principes eranta Aedui, alterius Sequani. Hi cum per se minus valerent, quod summa auctoritas antiquitus erat in Aeduis magnaeque eorum erant clientelae, Germanos atque Ariovistum sibi adiunxerant eosque ad se magnis iacturis pllicitationibusque perduxerant. Proelis vero compluribus factis secundis atque omni nobilitate Aeduorum interfecta, tantum potentia antecesserant, ut magnam partem clientium ab Aeduis ad se traducerent obsidesque ab his principum filius acciperent et publice iurare cogerent, nihil se contra Sequanos consilii inituros, et partem finitimi agri per vim occupatam possiderent Galliaeque totius principatum obtinerent. Qua necessitate adductus Divitiacus, auxilii petendi causa Romam ad senatum profectus, imperfecta re redierat. Adventu Cesaris facta commutatione rerum, obsidibus Aeduis redditis, veteribus clientelis restitutis, novis per Caesarem comparatis, quod hi, qui se ad eorum amicitiam adgregaverant, meliore condicone atque aequiore imperio se uti videbant, reliquis redus eorum gratia dignitateque amplificata, Sequani principatum dimiserant. In eorum locum Remi successerant; quos quod adaequere apud Caesarem gratia intellegebatur, ii, qui propter veteres inimicitias nullo modo cum Aeduis coniungi poterant, se Remis in clientelam dicabant

 

Quando Ceasre giunse in Gallia, erano capi di una fazione gli Edui, dell'altra i Sequani. Essendo questi da soli meno forti, poiché gli Edui avevano la supremazia sin dai tempi antichi e avevano molti alleati, essi si erano fatti alleati i Germani e Ariovisto e li avevano tratti dalla propria parte con sacrifici e promesse.Poi attaccate numerose e favorevoli battaglie e annientata tutta l'aristocrazia degli Edui, i Sequani (sott.) superarono gli Edui (sott.) in potenza così tanto che attrassero dalla loro parte molte delle tribù clienti degli Edui, presero come prigionieri da questi i figli dei capi e in nome dello stato costrinsero a giurare che non avrebbero intrapreso nessuna attività contro i Sequani ed estesero la loro autorità sulla parte del territorio occupata militarmente, su cui aveva posto un pegno l'avanzata dell'esercito ed ottennero l'egemonia di tutta la Gallia. A causa delle quali difficili condizioni in cui versava, Diviziaco, andato a Roma al Senato per chiedere aiuto, era ritornato senza aver concluso nulla.Rovesciatasi la situazione per l'arrivo di Cesare, ritornati gli ostaggi agli Edui, restituite le vecchie clientele, assegnatene delle nuove grazie a Cesare, poiché queste, che si erano alleate con loro, si accorgevano di avere un migliore trattamento e di essere governate con maggiore giustizia, accresciuti sotto ogni riguardo il credito e il prestigio, i Sequani si erano lasciati sfuggire l'egemonia.Avevano preso il loro posto i Remi, e poiché si comprendeva chiaramente che essi, quanto a credito presso Cesare eguagliavano gli Edui, quelli, che a causa delle antiche inimicizie non si potevano unire in nessun modo agli Edui, si mettevano sotto la protezione dei Remi

 

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