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La resa degli Elvezi (Versione di latino Cesare)

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - versioni di cesare

 

 

 

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La resa degli Elvezi

Autore: Cesare              Littera Litterae

 

Accepta clade, Helvetii, omnium rerum inopia adducti, legatos de deditione ad Caesare miserunt. Qui cum eum in itinere convenissent, seque ad pedes proiecissent, suppliciter locuti, flentes pacem petierunt. Postquam Caesar ad eos pervenit, obsides, arma, servos, qui ad eos perfugerant, poposcit. Dum hi conquiruntur et colliguntur, nocte intermissa, circiter hominum milia sex eius pagi qui Verbigenus apellatur, sive timore perterriti, sive spe salutis inducti, prima nocte e castris Helvetiorum egressi, ad Rhenum finesque Germanorum contenderut. At Caesar Germanis imperavit ut eos conquirerent et reducerent: reductos in hostium numero habuit.

Riconosciuta la disfatta, gli Elvezi, spinti dalla mancanza di ogni cosa, mandarono dei messaggeri (per trattare) la resa da Cesare. Questi lo incontrarono mentre era in viaggio e gli si gettarono ai piedi, parlando supplichevolmente, in lacrime chiesero la pace. Dopodiché, Cesare si recò da loro richiese gli ostaggi, le armi e gli schiavi che erano da loro fuggiti. Mentre questi venivano ricercati e radunati, essendo sopraggiunta la notte, circa seimila uomini di quelli che vengono chiamati Urbigeni, forse sbigottiti dal timore, forse per speranza di salvezza, nella prima parte della notte, usciti dall'accampamento degli Elvezi, si diressero verso il Reno e nel territorio dei Germani. Cersare ordinò ai Germani affinché li ricercassero e li riportassero indietro: ebbe un gran numero di nemici riconsegnati.
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oppure altro tipo di versione con lo stesso titolo

Helvetii omnium rerum inopia vexabantur,ergo legatos de deditione ad Cesarem miserunt. Illi Romanorum ducem in itinere convenerunt seque ad eius pedes proiecerunt suppliciterque flebant pacemque petebant: Caesar eos ibi suum adventum exspectare iussit atque illi paruerunt. Eo postquam Caesar pervenit,obsides,arma,servos,qui ad eos perfugerant,poposcit. Dum ea conquiruntur et colliguntur,circiter hominum milia sex pagi,qui Verbigenus appellatur,sive quia timore perterrebantur ne post armorum traditionem supplicio afficerentur,sive quia spe salutis inducebantur,quod in tanta multitudine dediticiorum suam fugam aut occultari aut omnino ignorari posse existimabant,prima nocte e castris Helvetiorum excesserunt atque ad Rhenum finesque Germanorum contenderunt

Gli Elvezi erano pressati dalla carenza di mezzi, mandarono dunque a Cesare degli ambasciatori per la resa. Quelli andarono in viaggio incontro al comandante dei romani e si buttarono ai suoi piedi e piangevano in modo supplichevole e domandavano la pace: Cesare comandò che quelli attendessero lì il suo arrivo e quelli obbedirono. Appena arrivato domandò la consegna degli ostaggi, delle armi e degli schiavi fuggiti. Mentre gli Elvezi stavano ancora provvedendo alla ricerca e alla raccolta, scese la notte, nelle prime ore della quale circa seimila uomini della tribù dei Verbigeni lasciarono l'accampamento degli Elvezi e si diressero verso il Reno e i territori dei Germani: forse temevano di essere uccisi, una volta consegnate le armi, oppure speravano di salvarsi, pensando che in mezzo a tanta gente che si era arresa la loro fuga potesse rimanere nascosta o passare del tutto inosservata.

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