La spedizione di Cesare in Britannia (Versione di latino Cesare)

La spedizione di Cesare in Britannia
Autore: Cesare
da littera litterae 2c n. 17 pag. 64

Caesar, cuius imperio iam totius Galliae populi obtemperabant, tres legiones Labieno committit; ipse cum reliquis legionibus in Britanniam navigat.

In hac expeditione maxima fuit virus militum, quos imperator secum dxerat: nullus enim labor, nullum periculum, nullius rei difficultas eos fatigabat vel eorum impetum coërcebat. Nisi strenui fuissent, tot tantasque aerumnas sine ullo dubio non toleravissent.

Sed quid non efficit patriae amor gloriaeque cupiditas? Igitur meridiano fere tempore Caesaris classis ad extremas Britanniae oras pervenit, sed a Romanis militibus nullius hostis vestigia visa sunt.

Etenim, qui incolebant illius insolae litora, quibus classis appropinquabat, se in altiora loca celaverant. Haec multaque alia de Caesaris in Britanniam expeditione in eiusdem Caesaris Commentarii ‘‘De Bello Gallico’’ scripta sunt.

Cesare, al comando del quale ormai al suo potere si sottomettevano tutti i popoli della Gallia, affidò 3 legioni a Labieno; lui stesso viaggia per mare con le restanti legioni in direzione della Britannia.

In questa spedizione fu massimo il valore dei soldati, che il comandante aveva condotto con sé: nessuno infatti nessuna cosa difficoltosa li affaticava o limitava il loro impeto. Senza alcun dubbio non avrebbero sopportato tante fatiche e di tale quantità se non fossero stati valorosi.

Ma che cosa non compie la bramosia dell'amor patrio e della gloria? Allora quasi a mezzodì la flotta di Cesare arrivò alle coste estreme della Britannia, ma dai soldati romani non fu vista nessuna traccia dei nemici.

E infatti quelli che abitavano il litorale di quell'isola, alle quali la flotta si avvicinava si erano nascosti in un luogo più alto. Queste e molte altre spedizioni di Cesare in Britannia sono scritte nello tesso Memoriale di Cesare (chiamato) "De bello Gallico. "‘

Altro tipo di versione con questo stesso titolo

His constitutis rebus nactus idoneam ad navigandum tempestatem tertia fere vigilia naves solvit equitesque in ulteriorem portum progredi et naves conscendere et se sequi iussit.
A quibus cum paulo tardius esset administratum, ipse hora diei circiter quarta cum primis navibus Britanniam attigit atque ibi in omnibus collibus expositas hostium copias armatas conspexit.
Cuius loci haec erat natura atque ita montibus angustis mare continebatur, uti ex locis superioribus in litus telum adigi posset. Hunc ad egrediendum nequaquam idoneum locum arbitratus, dum reliquae naves eo convenirent, ad horam nonam in ancoris exspectavit. Interim legatis tribunisque militum convocatis, et quae ex Voluseno cognovisset et quae fieri vellet ostendit monuitque, uti rei militaris ratio maximeque ut maritimae res postularent, ut, quam celerem atque instabilem motum haberent, ad nutum et ad tempus omnes res ab iis administrarentur. His dimissis et ventum et aestum uno tempore nactus secundum dato signo et sublatis ancoris circiter milia passuum septem ab eo loco progressus, aperto et plano litore naves constituit.

Presi tali provvedimenti, approfittando del tempo favorevole alla navigazione, salpò all'incirca dopo mezzanotte e comandò alla cavalleria di raggiungere il porto successivo per imbarcarsi e seguirlo. I cavalieri eseguirono gli ordini troppo lentamente; Cesare, invece, con le prime navi pervenne alle coste della Britannia verso le nove di mattina e lì vide le truppe nemiche, in armi, schierate su tutte le alture circostanti. La natura del luogo era tale e le scogliere erano così a precipizio sul mare, che i dardi scagliati dall'alto potevano raggiungere il litorale. Avendo giudicato il luogo assolutamente inadatto per uno sbarco, gettò l'ancora e fino alle due del pomeriggio attese l'arrivo delle altre navi. Nel frattempo, convocati i legati e i tribuni militari, espose le informazioni raccolte da Voluseno e il suo piano, invitandoli a compiere tutte le manovre al primo cenno e istantaneamente, come richiede la tecnica militare, soprattutto negli scontri navali, dove i movimenti sono rapidi e variano continuamente. Dopo averli congedati, sfruttando il contemporaneo favore della marea e del vento, diede il segnale e levò le ancore. Avanzò per circa sette miglia e mise le navi alla fonda in un punto in cui il litorale era aperto e piano.

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