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Una strana battaglia
Autore: Cesare
Una erat magno usui res praeparata ab nostris, falces praeacutae insertae adfixaeque longuriis, non absimili forma muralium falcium. His cum funes qui antemnas ad malos destinabant, comprehensi adductique erant, navigio remis incitato praerumpebantur. Quibus abscisis antemnae necessario concidebant, ut cum omnis Gallicis navibus spes in velis armamentisque consisteret, his ereptis omnis usus navium uno tempore eriperetur. Reliquum erat certamen positum in virtute, qua nostri milites facile superabant, atque eo magis quod in conspectu Caesaris atque omnis exercitus res gerebantur, ut nullum paulo fortius factum latere posset. Omnes enim colles ac loca superiora, unde erat propinquus despectus in mare, ab exercitu tenebantur.
C'era una sola cosa preparata dai nostri con grande esperienza, falci appuntite incastrate e fissate in cima a pertiche, non differenti per forma dalle falci murali. Con queste le funi che tenevano fisse le antenne agli alberi (delle navi) erano state prese e tirate su, spinta la nave con i remi venivano spezzate. Dopo che queste erano state staccate, le antenne cadevano inevitabilmente, poichè per le navi galliche l'unica speranza consisteva nelle vele e nelle armature, strappate via queste, contemporaneamente veniva annullata ogni utilità delle navi. Il seguito della battaglia era fondato sulla virtù, che i nostri soldati facilmente superavano, tanto più che l'impresa era condotta al cospetto di Cesare e di tutto l'esercito, così che nessuna impresa un pò più violenta potesse essere nascosta. Infatti tutti i colli e i luoghi superiori, da dove si poteva vedere il mare da vicino, erano occupati dall'esercito.
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