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A un amico in lutto - Versione latino di Cicerone

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A un amico in lutto

Autore: Cicerone
Tibi volo commemorare rem, quae mihi non mediocrem consolationem attulit, si forte eadem res tibi dolorem minuere possit. Ex Asia rediens, cum ab Aegina versus Megaram navigarem, coepi regiones circumcirca prospicere. Post me erat Aegina, ante me Megara, dextra Piraeus, sinistra Corinthus; quae oppida quodam tempore florentissima fuerunt, nunc prostrata et diruta ante oculoss iacent. Coepi ego et mecum cogitare: "Nos homunculi idignamur, si quis nostrum, quorum vita esse debet, interiit aut occisus est, cum uno loco tot oppidorum cadavera proiecta iacent? Visne meminisse te hominem esse natum?". Crede mihi, cogitatione ea non mediocriter sum confirmatus
 
 
 
A te voglio ricorare  una cosa   la quale  ha arrecato a me  una non piccola  consolazione, nel caso che la stessa cosa ti possa diminuire il dolore. Quando facevo ritorno dall’Asia, mentre navigavo da Egina alla volta di Megara, cominciaii ad intravedere le regioni tutte intorno. Dietro  me c' era Egina, davanti a me Megara, a destra il Pireo, a sinistra Corinto; queste città un tempo furono assai fiorentissime, mentre ora davanti agli occhi sono abbandonate prostrate e distrutte. Io tra me e me (stesso) cominciai  pensare: “Noi omuncoli siamo indignatii se  qualcuno dei nostri, dei quali deve esistere  la vita è morto o è stato ucciso, Allorchè in un luogo solo della città  giacciono così tanti cadaveri abbandonati? Vuoi ricordare  che tu sei nato uomo?”. Credi a me, fui rassicurato non molto da questa riflessione.

 

 

 

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