Ciascun popolo ha istituzioni e usanze diverse (Versione Cicerone)

Ciascun popolo ha istituzioni e usanze diverse

Autore: Cicerone

Si quis, invectus alitum anguium curru, multas et varias gentes et urbes despicere et oculis collustrare poossit, videat primum in illa incorrupta gente Aegyptiorum, quae plurimorum saeculorum et eventorum memoriam in monumentis continet, bovem quendam putari deum, quem Apim nominant, multaque alia portenta apud eosdem et cuiusque generis beluas in numero consecratas deorum. Deinde in Graecia, sicut apud nos, delubra magnifica humanis consecrata simulacris. Ob eam causam Xerses inflammari Atheniensium fana iussisse dicitur, quod deos, quorum domus totus esset hic mundus, inclusos parietibus contineri nefas duceret. Quam multi populi, ut Tauri, ut Aegyptii sub rege Busiride, ut Galli, ut Poeni, homines immolare et pium et diis immortalibus gratissimum duxerunt! Vitae vero instituta sic distant ut Cretes et Aetoli latrocinari honestum putent, Lacedaemonii suos omnes agros esse dictitarint quos sagitta possent attingere. Athenienses iurare etiam publice solebant omnem suam esse terram, quae oleam frugesve ferret.
 Galli turpe esse ducunt frumentum manu quaerere, itaque armati alienos agros demetunt; nos vero iustissimi homines, qui Transalpinas gentis oleam et vitem serere non sinimus, quo pluris sint nostra oliveta nostraeque vineae; quod cum faciamus, prudenter facere dicimur, iuste non dicimur, ut intellegatis discrepare ab aequitate sapientiam. Lycurgus autem, ille legum optumarum et aequissumi iuris inventor, agros locupletium plebi ut servitio colendos dedit.


Se qualcuno, trainato da un carro di serpenti alati, potesse vedere dall'alto molti vari popoli e città e osservarli vedrebbe dapprima in quel popolo integro degli Egizi che rinchiude nei monumenti il ricordo di molte epoche ed eventi che viene ritenuto dio un bue che chiamano Api, e che moltre altre cose sono come prodigi presso di loro (egizi) e che animali di ogni genere sono consacrati nel numero degli dei. Poi in Grecia, come presso di noi, magnifici templi sono consacrati a figure umane. Perciò si dice che Serse avesse ordinato che fossero bruciati i templi degli Ateniesi, perché reputava cosa empia che gli dei la cui dimora è tutto questo mondo venissero rinchiusi dalle pareti. Quanti popoli come i Tauri gli Egizi sotto il re Busiride i Galli i Cartaginesi considerarono (fosse) cosa devota e molto gradita agli dei immortali sacrificare gli uomini. In realtà le istituzioni della vita sono così diverse che i Cretesi e gli Etoli ritengono onorevole la pirateria, gli Spartani vanno dicendo che sono loro tutti i campi che le frecce possono raggiungere. Gli Ateniesi erano soliti giurare anche pubblicamente tutta la terra che produce olivo o messi era di loro proprietà.Per i Galli é un delitto arare la terra e vanno armati a mietere il grano altrui.E noi, infine, i più giusti fra gli uomini, che non permettiamo alle popolazioni transalpine di piantare l'olivo e la vite per tener più alto sul mercato il prodotto dei nostri oliveti e delle nostre vigne, mente facciamo ciò, passiamo per gente giudiziosa ma non giusta certamente, perché voi ben sentite che il giudizio e l'equità non son sempre la stessa cosa. Licurgo, poi, quel famoso legislatore di leggi ottime e del più equo diritto, dette le terre dei ricchi alla plebe perché le coltivasse in schiavitù.

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