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Diana se ne va - Versione Cicerone

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Diana se ne va

Autore: Cicerone
Vedete quale sia stata  la venerazione dei Segestani per la dea. Sappiate, giudici, che in tutta la città, non si trovò un solo uomo, libero, schiavo, cittadino o straniero, che osasse alzare la mano sulla statua. Sappiate che furono fatti venire da Lilibeo degli operai stranieri che, non essendo informati né dei fatti né dei sentimenti religiosi dei Segestani, per soldi si incaricarono dell’operazione. Difficilmente potreste avere idea di quale sia stato, al momento della partenza, il concorso delle donne, e quali furono i gemiti dei vecchi; molti si ricordavano ancora il giorno che la stessa Diana, riportata da Cartagine a Segesta, aveva annunciato, con il suo ritorno, la vittoria del popolo romano. Come erano cambiati i tempi! Allora, un generale romano, modello di tutte le virtù, riportava ai Segestani i loro dei patri, strappati dalle mani dei loro nemici; ed ora quegli stessi dei venivano indegnamente tolti dal seno di una città alleata da un pretore romano, il più vile ed il più infame dei mortali

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