è difficile delineare il perfetto tipo di oratore - Versione di Cicerone

E' difficile delineare il perfetto tipo di oratore
versione di latino di cicerone
traduzione da: IN LIMINE MEMORIAEpag: 131 esercizio: 86

Quaeris igitur idque iam saepius quod eloquentiae genus probem maxime et quale mihi videatur illud, quo nihil addi possit, quod ego summum et perfectissimum iudicem.

In quo vereor ne, si id quod vis effecero eumque oratorem quem quaeris expressero, tardem studia multorum, qui desperatione debilitati experiri id nolent quod se assequi posse diffidant. Sed par est omnis omnia experiri, qui res magnas et magno opere expetendas concupiverunt.

Quod si quem aut natura sua [aut] illa praestantis ingeni vis forte deficiet aut minus instructus erit magnarum artium disciplinis, teneat tamen eum cursum quem poterit; prima enim sequentem honestum est in secundis tertiisque consistere.

Nam in poetis non Homero soli locus est, ut de Graecis loquar, aut Archilocho aut Sophocli aut Pindaro, sed horum vel secundis vel etiam infra secundos; nec vero Aristotelem in philosophia deterruit a scribendo amplitudo Platonis, nec ipse Aristoteles admirabili quadam scientia et copia ceterorum studia restinxit

Mi chiedi dunque e per di più molto spesso quale tipo di eloquenza io approvi in modo particolare e quale mi sembri quel tipo rispetto al quale non possa essere aggiunto nulla, quale io giudichi (il genere) più grande e più perfetto.

In questo temo, che se ne avrò fatto ciò che vuoi e avrò delineato quell’oratore che tu mi chiedi, io possa rallentare gli studi di molti che demotivati dalla mancanza di speranza non vorranno sperimentare poi ciò che pensano di non potere conseguire. Ma è giusto che tutti coloro che hanno aspirato a cose grandi e che debbano essere guadagnate con grande fatica, sperimentino tutto.

E se a qualcuno o verrà meno la sua natura o per caso verrà meno quella forza di un ingegno brillante o se sarà stata meno istruito nelle discipline delle grandi arti, mantenga tutta via quella rotta che potrà; infatti è giusto che colui che aspira alle prime cose si fermi alle seconde e alle terze.

Infatti tra i poeti non c’è posto per il solo Omero per parlare dei Greci, o per Archilaco, o per Sofocle, o per Pindaro, ma anche a quelli che sono secondi rispetti a questo o anche otre i secondi; ne in verità la grandezza di Platone ha distolto nella filosofia Aristotele dallo scrivere, ne lo stesso Aristotele ha limitato con il suo sapere ammirevole e la sua abbondanza, gli studi degli altri

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