Esortazione di Cicerone ai concittadini - Versione cicerone

Esortazione di Cicerone ai concittadini versione latino Cicerone nova lexis

Nullus est reliquus rex, nulla gens, nulla natio quam pertimescatis;

nullum adventicium, nullum extraneum malum est quod insinuare in hanc rem publicam possit. Si immortalem hanc civitatem esse optatis, si aeternum hoc imperium, si gloriam sempiternam manere, nobis a nostris cupiditatibus, a turbulentis hominibus atque rerum novarum cupidis, ab intestinis malis, a domesticis consiliis cavendum est.

His autem malis magnum praesidium vobis maiores vestri reliquerunt, id est vocem consulis. Huic voci favete, Quirites, atque parate rei publicae spem libertatis, salutis, dignitatis.

Nunc quoniam armorum suspicio nulla est, tela non video, non Capitoli atque arcis obsessio est, sed accusatio perniciosa, iudicium acerbum, non vos ad arma vocandos esse, sed ad suffragia cohortandos contra oppugnationem vestrae maiestatis putavi.

Non è rimasto nessun re, nessun popolo, nessuna nazione di cui possiate avere paura;

non c'è nessuno straniero nessun cattivo estraneo che possa insinuarsi in questo Stato. Se desiderate che questa città sia immortale, che questo impero sia eterno, che la fama duri in eterno, dobbiamo guardarci dalle nostre bramosie, dagli uomini sediziosi e amanti di rivolgimenti politici, dai mali intestini, dal propositi personali.

D'altra parte i vostri antenati vi hanno lasciato una valida difesa da questi mali, essa è la parola" del console. Applaudite questa voce, Quiriti, e procurate allo Stato speranza di libertà, di salvezza, dignità.

Ora, dal momento che non c'è traccia di armi, non vedo frecce, non c'è assedio del Campidoglio e della rocca, ma una dannosa accusa, un' processo, non ho pensato che vi si dovesse chiamare alle armi, ma incitare al voto contro l'assalto della vostra dignità.

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