Gli dei provvedono agli uomini? - Cicerone versione latino

Gli dei provvedono agli uomini? versione latino Cicerone

Sunt enim philosophi et fuerunt qui omnino nullam habere censerent rerum humanarum procurationem deos.

Quorum si vera sententia est, quae potest esse pietas quae sanctitas quae religio? Haec enim omnia pure atque caste tribuenda deorum numini ita sunt, si animadvertuntur ab is et si est aliquid a deis inmortalibus hominum generi tributum; sin autem dei neque possunt nos iuvare nec volunt nec omnino curant nec quid agamus animadvertunt nec est quod ab is ad hominum vitam permanare possit, quid est quod ullos deis inmortalibus cultus, honores, preces adhibeamus?

in specie autem fictae simulationis sicut reliquae virtutes item pietas inesse non potest;

cum qua simul sanctitatem et religionem tolli necesse est, quibus sublatis perturbatio vitae sequitur et magna confusio; atque haut scio an pietate adversus deos sublata fides etiam et societas generis humani et una excellentissuma virtus iustitia tollatur.

Vi sono oggi e vi sono stati in passato dei filosofi che hanno negato nel modo più assoluto ogni intervento degli dei nelle vicende umane.

Ma se la loro opinione è nel vero, che significato potrà mai avere la pietà, la devozione, la pratica religiosa? Il dovere di offrire questi tributi alla maestà degli dèi con cuore puro ed incontaminato è valido solo a condizione che essi ne siano a conoscenza e che qualcosa venga offerto in contraccambio dagli dei al genere umano.

Ma se gli dèi non possono e non vogliono offrirci il loro aiuto, se si disinteressano totalmente di noi e non si accorgono della nostra condotta, se non vi può essere alcun rapporto fra essi e la vita umana, che ragione v'è di offrire agli dèi opere di culto, onori e preghiere? Nessuna virtù può ridursi ad una fittizia esteriorità né tanto meno la pietà, la cui eliminazione comporta necessariamente con sé quella di ogni devozione e pratica religiosa, soppresse le quali il disordine e il disorientamento non possono non impadronirsi della vita umana.

E non escludo che, una volta tolta di mezzo la pietà verso gli dèi, scompaia insieme anche ogni lealtà nei rapporti sociali e quella che è la più eccelsa fra le virtù, la giustizia

Altra proposta di traduzione

Vi sono difatti e vi sono stati filosofi i quali totalmente pensavano che gli dei non abbiano alcuna cura delle vicende umane. E se è vera l’opinione di costoro, che potrebbe valere la pietà, la devozione, la religiosità? Infatti tutte queste cose che si devono offrire con tutta purezza e castità alla potenza degli dei tali sono, se sono conosciute da loro e se qualcosa sia offerta dagli dei immortali al genere umano. Se invece gli dei non possono né vogliono aiutarci né totalmente ci curano né si accorgono di cosa facciamo né esiste, qualcosa che da essi possa infiltrarsi nella vita degli uomini, quale motivo c’è che offriamo alcuni culti, onori e rivolgiamo preghiere agli dei immortali? Così tutte le altre virtù come la pietà non può esistere in forma di ipocrisia; senza la quale nello stesso tempo è necessario che la sacralità e la religiosità sia abolita, represse le quali segue il disordine della vita e una grande irregolarità. E non so se, abolita la pietà verso gli dei la lealtà ed anche la società umana ed insieme la giustizia la virtù più eccellente si annulli

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