Gli effetti della filosofia stoica su Catone

Ego tuum consilium, Cato, propter singulare animi mei de tua virtute iudicium vituperare non possum;

non nulla forsitan conformare et leviter emendare possim. "Non multa peccas", inquit ille fortissimo viro senior magister, "sed paccas; te regere possum". At ego non te;

verissime dixerim peccare te nihil neque ulla in re te esse huius modi ut corrigendus potius qual leviter inflectendus esse videare. Finxit enim te ipsa natura ad honestatem, gravitatem, temperantiam, magnitudine animi, iustitiam, ad omnis denique virtutes magnum hominem et excelsum.

Accessit istuc doctrina non moderata nec mitis sed, ut mihi videtur, paulo asperior et durior quam aut veritas aut natura patitur. (Cicerone, Pro Murena)

Io, Catone, per l’eccezionale considerazione del mio animo in merito alla tua virtù non posso biasimare la tua decisione;

forse potrei forgiare e perfezionare lievemente alcune cose. “non potresti sbagliare in molte cose” disse quel maestro molto attempato ad un uomo fortissimo “ma hai sbagliato; posso guidarti”. Ma io non tu; Potrei asserire molto giustamente che tu non hai sbagliato nulla e che tu non sei in alcuna situazione di tal genere da sembrare che io debba correggerti piuttosto che smussarti leggermente.

Infatti la stessa natura ha forgiato all’onestà, alla serietà, alla moderazione, alla grandezza d’animo alla giustizia, infine a tutte le virtù un uomo grande ed eccelso.

La dottrina né moderata né flessibile accede a tutto ciò ma, come mi sembra, un po’ più inflessibile e più dura rispetto a quanto da un lato la verità dall’altro la natura tollerino.(by Maria D.)

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