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Il mito di Cerere e Proserpina - versione latino di Cicerone

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - Versioni di Cicerone

 

 

 

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Il mito di Cerere e proserpina

Autore: Cicerone

 

 

Henna autem, ubi ea quae dico gesta esse memorantur, est loco perexcelso atque edito, quo in sommo est aequata agri planities et aquae perennes, tota vero ab affini adito circumcisa atque directa est; quam circa lacus lucique sunt plurimi atque laetissimi fIores omni tempore anni, locus ut ipse raptum illum virginis, quem iam a pueris accepimus, declarare videatur. Nam prope est spelunca conversa ad aquilonem, infinita altitudine, ex qua Pluto fertur repente cum curru exstitisse abreptamque ex eo loco virginem secum asportasse et subito non longe a Syracusis sub terras penetrasse.


D’altra parte Enna, dove si racconta siano accaduti questi fatti che sto raccontando, è collocata molto in alto; sulla sommità di questo luogo c’è una grande pianura ed acque perenni, ma è da tutti i lati scoscesa ed a picco, senza possibilità di accesso. Intorno ad essa ci sono moltissimi laghi e boschi e rigogliosissimi fiori in ogni stagione, ltanto che lo stesso luogo sembrava render noto quel rapimento della vergine, che fin da fanciulli abbiamo conosciuto.
Infatti nelle vicinanze vi è una grotta volta a settentrione, di grande profondità, dalla quale si tramanda che Plutone velocemente fosse apparso con un carro e, rapita da quel luogo la vergine, l'avesse trasportata via con sè.

 

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