La gloria immortale

Amemus patriam, pareamus senatui, consulamus bonis;

praesentis fructus neglegamus, posteritatis gloriae serviamus; id esse optimum putemus quod erit rectissimum; speremus quae volumus, sed quod acciderit feramus; cogitemus denique corpus virorum fortium magnorum hominum esse mortale, animi vero motus et virtutis gloriam sempiternam;

neque hanc opinionem si in ilio sanctissimo hercule consecratam videmus, cuius corpore ambusto vitam eius et virtutem immortalitas excepisse dicatur, minus existimemus eos qui hanc tantam rem publicam suis consiliis aut laboribus aut auxerint aut defenderint aut servarint esse immortalem gloriam consecutos.

Amiamo la patria, obbediamo al senato, provvediamo alle persone oneste;

trascuriamo i vantaggi immediati, operiamo per la gloria presso i posteri; pensiamo che la cosa migliore sia quella che sarà la più giusta; speriamo che ciò che vogliamo (si avveri), ma sopportiamo ciò che accadrà;

è eternale, se vediamo questa opinione consacrata in quel venerando, del quale si dica che, bruciato il corpo, l’immortalità ha risparmiato la vita e il coraggio, non meno apprezzeremo che quelli, che hanno aumentato o difeso o conservato questo così importante stato con le loro decisioni o le loro fatiche, abbiano conseguito la gloria immortale.

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