Venerazione per i poeti - Versione latino Cicerone

Venerazione per i poeti Cicerone
traduzione libro Nove vecchia edizione la versione ora si intitola il prestigio del poeta di nove discere

A summis hominibus eruditissimisque accepimus, poetam natura ipsa valere et mentis viribus excitari et quasi divino quodam spiritu inflari.

Quare suo iure noster ille Ennius sancots appellat poetas, quod quasi deorum aliquo dono atque munere commendati nobis esse videantur.

Sit igitur sanctum hoc poetae nomen, quod nulla umquam barbaria violavit. Saxa et solitudines voci respondent, bestiae saepe immanes cantu flectuntur atque consistunt; nos istituti rebus optimis, non poetarum voce moveamur?

Homerum Colophonii civem esse dicunt suum, Chii suum vindicant, Salaminii repetunt, Smyrnaei vero suum esse confirmant: itaque etiam delubrum eius in oppido dedicaverunt; permulti alii praeterea pugnant inter se atque contendunt.

Ci è stato tramandato da uomini eccellenti e coltissimi, che il poeta trae il suo vigore dalla natura stessa ed è ispirato dalle forze del pensiero ed è animato da una sorta di ispirazione quasi divina.

Per cui a buon diritto il nostro grande Ennio chiama i poeti sacri, poiché sembrano esserci stati concessi per così dire per dono e per favore degli dei. Questo nome di poeta dunque sia sacro, (nome) che mai nessuna barbarie riuscì a profanare. Le montagne e i deserti rispondono alla voce, spesso le belve feroci sono ammansite dal canto e si placano; noi educati nelle arti più nobili non dovremmo lasciarci smuovere dalla voce dei poeti?

Gli abitanti di Colofone dicono che Omero è un loro concittadino, quelli di Chio lo rivendicano come loro, quelli di Salamina lo reclamano, quelli di Smirne assicurano che in verità è loro: pertanto gli dedicarono persino un tempio in città; moltissimi altri inoltre disputano tra loro e se lo contendono.

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