Verre si presenta in tribunale (versione latino Cicerone) TEMPLUM LAT.

Verre si presenta in tribunale
Autore: Cicerone
Versione da Templum Latinitatis pag. 237 es. nr. 189

Neminem vestrum ignorare arbitror, iudices, hunc per hosce dies sermonem vulgi atque hanc opinionem populi Romani fuisse, C.

Verrem altera actione responsurum non esse neque ad iudicium adfuturum. Quae fama non idcirco solum emanarat quod iste certe statuerat ac deliberaverat non adesse, verum etiam quod nemo quemquam tam audacem, tam amentem, tam impudentem fore arbitrabatur qui tam nefariis criminibus, tam multis testibus convictus ora iudicum aspicere aut os suum populo Romano ostendere auderet. st idem Verres qui fuit semper, ut ad audendum proiectus, sic paratus ad audiendum. Praesto est, respondet, defenditur; ne hoc quidem sibi reliqui facit ut, in rebus turpissimis cum manifesto teneatur, si reticeat et absit, tamen impudentiae suae pudentem exitum quaesisse videatur. atior, iudices, et non moleste fero me laboris mei, vos virtutis vestrae fructum esse laturos. Nam si iste id fecisset quod prius statuerat, ut non adesset, minus aliquanto quam mihi opus esset cognosceretur quid ego in hac accusatione comparanda constituendaque elaborassem; vestra vero laus tenuis plane atque obscura, iudices, esset.
Neque enim hoc a vobis populus Romanus exspectat neque eo potest esse contentus, si condemnatus sit is qui adesse noluerit, et si fortes fueritis in eo quem nemo sit ausus defendere. Immo vero adsit, respondeat;

summis opibus, summo studio potentissimorum hominum defendatur; certet mea diligentia cum illorum omnium cupiditate, vestra integritas cum illius pecunia, testium constantia cum illius patronorum minis atque potentia.
O giudici sono convinto che nessuno di voi ignori che, in questi giorni, si è diffusa l'opinione (si è vociferato) che Verre non avrebbe risposto all'altro dibattimento, né tantomeno si sarebbe presentato in tribunale. ale diceria si era diffusa non solo perché codesto si era detto fermamente risoluto a non presentarsi, ma anche perché nessuno poteva immaginare che ci sarebbe stato uno tanto sconsiderato, folle e sfacciato da osare una volta incastrato da tanti testimoni su crimini orrendi guardare in faccia i giudici e ostentare la propria faccia al popolo di Roma.
Ma Verre è stato sempre coerente con se stesso: tanto sconsiderato quanto sfacciato.

Lui è qui a disposizione, risponde, si fa difendere; né tantomeno fa in modo di riservarsi il pudore di uscirne a testa alta dallo schifo che ha combinato, stando zitto e non presentandosi, dato che risulta manifesto implicato in faccende vergognosissime. Lascio correre, o giudici, e anzi non mi dà fastidio aver l'opportunità di cogliere il frutto io del mio lavoro, voi della vostra virtù.
Infatti, se costui avesse fatto ciò che si era riproposto si conoscerebbero assai meno rispetto a quanto mi parrebbe opportuno - i miei sforzi nell'istruire e nell'allestire questa accusa. E poi, o giudici, la vostra benemerenza non rilucerebbe.
Del resto, il popolo romano non si aspetta da voi né ne sarebbe soddisfatto la condanna di un contumace o l'accanimento contro un imputato che nessuno abbia osato difendere. E allora, sia pure presente! Risponda pure! Si difenda pure puntando sui grandi favori e sul grande zelo di uomini potentissimi! Il mio senso di responsabilità si scontri pure con la cupidigia di tutti loro! La vostra integrità col suo denaro! La risolutezza dei testimoni con le minacce e la potenza dei suoi protettori!

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