Verre un generale corrotto

Non possum dissimulare, iudices;

timeo ne C. Verres propter hanc eximiam virtutem in re militari omnia quae fecit impune fecerit. Venit enim mihi in mentem in iudicio Mani Aquili quantum auctoritatis, quantum momenti oratio M. Antoni habuisse existimata sit; qui, ut erat in dicendo non solum sapiens sed etiam fortis, causa prope perorata ipse arripuit Manium Aquilium constituitque in conspectu omnium tunicamque eius a pectore abscidit, ut cicatrices populus Romanus iudicesque aspicerent adverso corpore exceptas; simul et de illo vulnere quod ille in capite ab hostium duce acceperat multa dixit, eoque adduxit eos qui erant iudicaturi vehementer ut vererentur ne, quem virum fortuna ex hostium telis eripuisset, cum sibi ipse non pepercisset, hic non ad populi Romani laudem sed ad iudicum crudelitatem videretur esse servatus.

Eadem nunc ab illis defensionis ratio viaque temptatur, idem quaeritur.

Sit fur, sit sacrilegus, sit flagitiorum omnium vitiorumque princeps; at est bonus imperator, at felix et ad dubia rei publicae tempora reservandus. Non agam summo iure tecum, non dicam, id quod debeam forsitan obtinere, cum iudicium certa lege sit, non quid in re militari fortiter feceris, sed quem ad modum manus ab alienis pecuniis abstinueris abs te doceri oportere; non, inquam, sic agam, sed ita quaeram, quem ad modum te velle intellego, quae tua opera et quanta fuerit in bello.

Non posso nasconderlo, giudici: temo che Gaio Verre si sia assicurata l’impunità per tutti i misfatti che ha compiuto in forza del suo singolare valore in campo militare.

Mi viene infatti in mente quanto peso e quanta influenza si valutò che avesse avuto, nel processo di Manio Aquilo, l’orazione di Marco Antonio; lui stesso, dotato com’era nell’oratoria non solo di abilità dialettica, ma anche di impeto, quando ormai la perorazione era quasi conclusa, afferrò Manio Aquilio, lo presentò alla vista di tutti e gli strappò la tunica dal petto, perché il popolo romano e i giudici vedessero le cicatrici ricevute in pieno petto; nello stesso tempo parlò diffusamente anche di quella ferita che egli aveva subito alla testa dal capo dei nemici e spinse coloro che dovevano pronunciare con fermezza la sentenza al punto di temere che quell’uomo, che la sorte aveva sottratto ai dardi dei nemici, visto che lui stesso non aveva avuto riguardo per la propria salvezza, sembrasse esser stato salvato non per avere la lode del popolo romano ma per essere esposto alla crudeltà dei giudici.

Ora viene tentata da loro la stessa strategia di difesa, si cerca lo stesso risultato.

Sia pure un ladro, un empio, il principe di tutte le scelleratezze e vizi; ma almeno è un buon generale, ma è di successo e da tener caro per le situazioni pericolose per la sicurezza dello stato. Non procederò con te secondo regole rigorose, non dirò, punto che forse dovrei tener fermo, dal momento che l’accusa si basa su una legge precisa, (non dirò) che bisogna che da te sia spiegato che cosa tu abbia compiuto coraggiosamente in campo militare, ma come tu abbia tenuto le mani lontane dai beni altrui; ripeto, non agirò in tal modo, ma chiederò questo, come intuisco che tu vuoi, di che tipo e quanto rilevante sia stata la tua opera in guerra.

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