Vigorosa difesa della vecchiaia - N. COMPR. E TRAD. - Versione latino Ciceone

Vigorosa difesa della vecchiaia
Autore: Cicerone
Versione da nuovo comprendere e tradurre p. 143 n°214

Apud Homerum saepissime Nestor de virtibus suis praedicat neque insolens aut procax videtur.

Etenim - ut ait Homerus - "ex eius lingua melle dulcior fluebat oratio", quam ad suavitatem nullis egebat corporis viribus. Et tamen Agamennon, dux ille Graeciae, nusquam optat ut Aiacis similes habeat decem, sed ut Nestoris. Sed redeo ad me. Ego minus habeo virium quam vestrum utervis, Laeli, et Scipio. Ne vos quidem T. Ponti centurionis vires habetis; num idcirco est ille praestantior? Cursus est certus aetatis suaque cuique parti aetatis tempestivitas est data, ut et infirmitatas puerorum et ferocitas iuvenum et gravitas iam constantis aetatis et senectutis maturitas naturale quiddam habeat, quod suo tempore percipi debeat. Non sunt in senectute vires, ne postulantur quidem vires a senectute. Potest autem exercitatio et temperantia etiam in senectute conservare aliquid pristini roboris. Ut petulantia, ut libido magis est adulescentium quam senum, nec tamen omnium adulescentium, sed non proborum, sic senilis stultitia, quae deliratio appellari solet, senum levium est, non omnium.

Habet senectus praesertim honorata tantam auctoritatem ut pluris sit quam omnes adulescentiae vires.
In Omero Nestore parla molto frequentemente delle sue virtù e non sembra insolente o arrogante. E infatti - come dice Omero - "dalla sua lingua il discorso fluiva più dolce del miele", ma per questa soavità non aveva bisogno di nessuna forza fisica.
E tuttavia Agamennone, il famoso condottiero della Grecia, in nessun luogo desidera avere dieci uomini simili ad Aiace, ma a Nestore. Ma torno a me. Io ho meno energie che chiunque di voi due, Lelio e Scipione.
Neppure voi avete le energie del centurione T.

di Ponte; forse che per questo motivo lui è più capace?Il procedere dell'età è sicuro, e a ciascuna parte della vita è stato assegnato il suo tempo giusto, di modo che sia la debolezza dei ragazzi, sia la fierezza dei giovani, sia la gravità dell'età ormai matura che la maturità della vecchiaia abbiano qualcosa di naturale, che dev'essere colto a suo tempo. Non ci sono forze nella vecchiaia, ma neppure sono richieste le forze dalla vecchiaia.
Possono d'altra parte l'esercizio e la temperanza, conservare anche in vecchiaia qualcosa della forza passata. Come l'insolenza, come il piacere sono più tipici dei giovani che dei vecchi, eppure non di tutti i giovani, ma di quelli non virtuosi, così la demenza senile, che è di solito chiamata rimbambimento, è tipica dei vecchi sciocchi, non di tutti. La vecchiaia specialmente onorata ha tanta autorevolezza che vale di più di tutte le forze della gioventù.

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