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Agesilao versione di latino Cornelio Nepote

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - Versioni di Cornelio Nepote (latino)

 

 

 

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Agesilao

Autore: Cornelio Nepote  Corso di lingua latina

 

Da  Corso di Lingua Latina” pagina 85 numero 32


Dal latino: laecedaemoniis mos erat duos habere reges nomine… […] Corpus cera oblitum, quia mel deerat, a suis spartam relatum est



Un’usanza dei lacedemoni era di avere due re più di nome che di potere, l’uno dalla famiglia dei Procli, l’altro dalla famiglia di Euristeno: e non era permesso che il re fosse generato da un’altra famiglia. Dopo la morte del re in verità succedeva il maggiore d’età, e, se nessuno fosse di sesso maschile, era scelto per parentela al morto. Aveva regnato Agide, fratello di Agesilao, e dopo che questo fu defunto succedeva il figlio Leotichide per legge: ma Agesilao, sostenuto da Lisandro, scacciò quello dal regno e per primo si adoperò per il regno con il figlio del fratello. Questo abbatté l’Egitto e l’intera Asia con varie stragi. Poi, pensando alla guerra con un esercito elevatissimo, richiamato dai suoi, che avevano dichiarato guerra ai beoti e agli ateniesi, tornò così tanto velocemente che compì in trenta giorni il viaggio che Serse aveva compiuto nel corso di un anno. Presso Coronea vinse i beoti e gli ateniesi. Liberò Sparta dall’assedio di Epaminonda. Portò moltissimi doni alla patria e lui vicino: soddisfatto degli avi e dei giovani della patria. Zoppicava con uno dei due piedi: proprio per questo motivo era disprezzato così come un deforme. Dopo che fu mandato in Egitto in aiuto al re Toco nell’anno 80, disprezzò i doni dei barbari, e, accettata la carne di vitello e le vivande a basso costo, distribuita agli schiavi la seconda portata con profumi e ghirlande, comandò di restituire tutti gli altri legati. Fu disprezzato dai barbari con così tanta moderazione. Tornando dall’Egitto con 220 talenti, che il re Notanabile gli aveva donato affinché fosse utile alla sua patria, nel porto di Menelao che è tra Cirene e l’Egitto, morì implicato dalla malattia. Cosparso il corpo con la cera , poiché mancava il miele, fu ricondotto dai suoi a Sparta.
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