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Fanciullezza e giovinezza di Attico (Versione latino Nepote)

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - Versioni di Cornelio Nepote (latino)

 

 

 

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Fanciullezza e giovinezza di Attico

Autore: Cornelio Nepote   N. COMPRENDERE E TRAD.

 

Inizio: Titus Pomponius Atticus
Fine: civem facere studerent

LIBRO: nuovo comprendere e tradurre pg 119 n. 117


Tito Pomponio Attico ebbe un padre diligente e studioso delle lettere, il quale, poiche’ anche lui amava le lettere, erudi’ il figlio in tutte le dottrine, nella quale la fanicullezza deve essere edotta. C’era nel fanciullo tanta attitudine dell’ingegno ad apprendere, che non soltanto imparava volocemente (le cose) che gli venivano insegnate, ma le esponeva anche eccellentemente. Il padre mori’ prematuramente. Lui stesso giovinetto non fu immune dal pericolo, si trovo’ in quelle rivolte, nelle quali il tribuno della plebe Sulpicio, fu ucciso. Infatti Attico era parente di Sulpicio, Anicia, la sua cugina, essendo andata sposa a Servio, che era il fratello di Sulpicio. E cosi’ essendo stato ucciso Sulpicio, dopo che vide gli animi dei cittadini divisi tra Cinna e Silla, al fine di non offendere l’una o l’altra parte, fuggi’ ad Atene. Non poteva vivere nella sua patria senza danno. Visse ad Atene in modo tale da riuscire carissimo per il merito a tutti i cittadini di quella citta’. Infatti oltre la riconoscenza, che era grande nel giovinetto, spesso allevviava con le sue opere il bisogno di molti e si conduceva in modo tale che fosse alla mano con gli umili, e pari con i principi. Per la qual cosa, avvenne che li ateniesi tributassero tutti gli onori a lui e studiassero di farlo loro concittadino.

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

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