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Un fatto prodigioso a Maratona- Versione greco di Erodoto da Kata logon

Versioni divise per LIBRI di testo - Greco - KATA LOGON - versioni greco tradotte

 

Un fatto prodigioso a Maratona

VERSIONE DI GRECO di Erodoto

TRADUZIONE dal libro Kata logon

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Traduzione dal libro kata logon

 

in quella battaglia a Maratona morirono tra i barbari circa seimilaquattrocento uomini, tra gli Ateniesi centonovantadue : in tali quantità caddero da entrambi le parti. Accadde che proprio lì si verificò un tale prodigio; l'uomo ateniese Epizelo figlio di Cifagora che combatteva nello scontro e che era anche un uomo onesto fu privato della vista, pur non essendo stata colpita nè ferita alcuna parte del corpo, e da quel momento continuò per il resto della vita ad essere cieco. Ho sentito che egli parlò del fenomeno con un tale discorso: gli sembrava che gli stesse di fronte un grande oplita la cui barba copriva tutto lo scudo, questo fantasma andava verso di lui , ma aveva ucciso colui che gli stava accanto. Ho saputo che Epizelo racconta queste cose.

 

ALTRA TRADUZIONE

 

Εν ταύτη τη εν Μαραθώνι μάχη απέθανον των βαρβάρων κατά εξακισχιλίους και τετρακοσίους άνδρας, Αθηναίων δε εκατόν και ενενήκοντα και δύο έπεσον μεν αμφοτέρων τοσούτοι. Συνήνεικε δε αυτόθι θώμα γενέσθαι τοιόνδε Αθηναίον άνδρα Επίζηλον τον Κουφαγόρεω εν τη συστάσι μαχόμενόν τε και άνδρα γινόμενον αγαθόν των ομμάτων στερηθήναι, ούτε πληγέντα ουδέν του σώματος ούτε βληθέντα, και το λοιπόν της ζόης διατελέειν από τούτου του χρόνου εόντα τυφλόν. Λέγειν δε αυτόν περί του πάθεος ήκουσα τοιόνδε τινά λόγον άνδρα οι δοκέειν οπλίτην αντιστήναι μέγαν, του το γένειον την ασπίδα πάσα σκιάζειν, το δε φάσμα τούτο εωυτόν μεν παρεξελθείν, τον δε εωυτου παραστάτην αποκτείναι. Ταύτα μεν δη Επίζηλον επυθόμην λέγειν.

 

TRADUZIONE

 

Nella battaglia di Maratona morirono 6400 barbari circa e 192 Ateniesi. Tanti caddero da una parte e dall'altra; lì accadde pure un fatto prodigioso: un soldato ateniese, Epizelo figlio di Cufagora, mentre combatteva nella mischia comportandosi da valoroso, perse la vista, senza essere stato ferito o colpito da lontano in alcuna parte del corpo, e, da allora in poi, per tutto il resto della sua vita, rimase cieco. Ho sentito dire che lui a proposito della sua disgrazia raccontava così: a Epizelo era parso di avere di fronte un oplita gigantesco, la cui barba faceva ombra a tutto lo scudo; questa apparizione gli era poi solo passata accanto, ma aveva abbattuto il soldato al suo fianco. Così, mi dissero, raccontava Epizelo



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