Versione dal libro Corso di lingua latina volume A, pag 248 nr 17.
Dum haec geruntur, piratae omnia maria infestabant et Romanis toto orbe victoribus sola navigatio tuta non erat; quare id bellum Cnaeo Pompeio decretum est et intra paucos menses ingenti et felicitate et celeritate confectum est. Mox ei datum est etiam imperium belli contra regem Mithridatem et Tigrenem. Eo bello suscepto, Mithridatem in Armenia minore nocturno proelio vicit, castra diripuit, permultos eius militum necavit, paucissimos ex suis perdidit. Mithridates cum uxore fugit et duobus comitibus, neque multo post, cum in suos saeviret, Pharnacis filii sui seditione, ad mortem coactus, venenum hausit. Hunc finem habuit Mithridates: mortem occubuit autem apud Bosphorum, vir ingentis industriae consiliique.
Mentre questi avvenimenti si compivano, i pirati attaccavano tutti i mari e solo la navigazione non era sicura per i vincitori Romani con tutto il territorio; per cui quella guerra fu affidata a Gneo Pompeo e in pochi mesi fu portata a termine con smisurato successo e con velocità. Poco dopo gli fu dato anche il comando della guerra contro il re Mitridate e Tigrane. Intrapresa quella guerra, vinse Mitridate in Armenia minore con una battaglia notturna, saccheggiò l'accampamento, uccise moltissimi dei suoi soldati, ne perse pochissimi (alla lettera anche: dei suoi). Mitridate fuggì conla moglie e due cortigiani (alla lettera: e due del suo seguito), e non molto dopo, accanendosi contro i suoi sudditi, per una ribellione di suo figlio Farnace, bevve il velen, costretto alla morte. Mitridate ebbe questa fine: incontrò la morte dunque presso il Bosforo, uomo di straordinaria operosità e senno.
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