Aneddoti su Scipione Africano Maggiore

Id etiam dicere haut piget, quod idem illi, quos supra nominavi, litteris mandaverint Scipionem hunc Africanum solitavisse noctis extremo, priusquam dilucularet, in Capitolium ventitare ac iubere aperiri cellam Iovis atque ibi solum diu demorari quasi consultantem de republica cum Iove, aeditumosque eius templi saepe esse demiratos, quod solum id temporis in Capitolium ingredientem canes semper in alios saevientes neque latrarent eum neque incurrerent.

Non dispiacerà che riferisca come quelli stessi (gli scrittori) che sopra ho nominato abbiano tramandato che Scipione l'Africano era solito, verso la fine della notte, prima che albeggiasse, di recarsi al Campidoglio, e ordinare che fosse aperto il sacello di Giove, e rimanere a lungo da solo, quasi a consultare Giove sugli affari dello Stato;

i guardiani del tempio rimanevano sovente meravigliati che, entrando egli da solo e a quell'ora nel tempio, i cani, che di solito infierivano contro gli altri, non abbaiassero né lo molestassero. Queste credenze popolari sembrano confermare il carattere meraviglioso di certe azioni di Scipione.

Tra le quali ve n'è una di tal genere: egli stringeva d'assedio una città della Spagna potentemente fortificata e difesa dalla posizione naturale, dalle mura e dalla valentia dei difensori e anche ben approvvigionata, sì che non v'era alcuna speranza di occuparla

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