Due casi di muti che riacquistano la parola - Gellio

Due casi di muti che riacquistano la parola
Versione latino Gellio traduzione libro
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Filius Croesi regis, cum iam fari per aetatem posset, infans erat, et cum iam multum adolevisset, item nihil fari quibat.

Il figlio del re Creso, nonostante potesse già parlare a causa dell’età (cioè benchè avesse già l'età per poter parlare), era (invece) muto, e, anche dopo essere diventato un ragazzo, non era ugualmente capace di dire nulla.

D’altra parte rimase a lungo muto e in silenzio. In seguito Creso perse la guerra; presa la città in cui abitava, un nemico, sguainata la spada, gli saltò addosso, ignorando che egli (fosse) il re: suo figlio aprì la bocca sforzandosi di gridare, con quello sforzo sciolse il difetto e il nodo alla lingua e parlò chiaramente e apertamente, gridando verso il nemico di non uccidere il re Creso.

Allora il nemico mise a posto la spada, donò la vita al re e il ragazzo iniziò a parlare da quel momento completamente. Ma anche un certo atleta di Samo, sebbene prima non fosse stato in grado di parlare, iniziò per un simile motivo.

Infatti essendo in malafede il sorteggio in una gara tra gli abitanti di Samo e gli avversari e avendo visto essere sostituito con frode da un atleta il nome nel sorteggio, repentinamente gridò contro colui che faceva ciò, perché si vedesse cosa faceva. Inoltre dopo ciò per tutto il tempo della sua vita non parlò (mai più) confusamente.

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