I filosofi illustri che erano schiavi (Versione latino Gellio)

I filosofi illustri che erano schiavi
versione latino Gellio
traduzione dal libro latina lectio pag. 290 N° 180

Phaedon Elidensis ex cohorte illa Socratica fuit Socratique et Platoni per fuit familiaris.

Fedone di Elide, che appartenne a quella famosa schiera socratica, fu intimo amico di Socrate e di Platone.

Al suo nome Platone intitolò l'ispirato dialogo sull'immortalità dell'anima. Fedone, nobile nell'aspetto e nell'ingegno, era stato schiavo e, come si narra, da ragazzo costretto a darsi alla prostituzione dal padrone suo ch'era un ruffiano. Si dice che Cebete, discepolo di Socrate, su richiesta del maestro, lo acquistasse e lo indirizzasse agli studi filosofici.

Egli divenne poi un illustre filosofo e si possono leggere dei discorsi suoi su Socrate, di grande eleganza. Non pochi altri furono schiavi e divennero poi famosi filosofi. Fra i quali quel Menippo i cui libri furono imitati da Marco Varrone nelle Satire, che alcuni chiamano Ciniche, ed egli stesso Menippee.

Anche Pompilo, schiavo di Teofrasto il Peripatetico, e lo schiavo di Zenone lo Stoico che si chiamava Perseo, e quello di Epicuro, il cui nome era Mys, furono tutti filosofi di notevole reputazione. Anche Diogene il Cinico conobbe la schiavitù. Ma egli era stato venduto schiavo dopo essere stato libero. Quando Xeniade di Corinto lo volle acquistare e lo interrogò su ciò che sapeva fare, Diogene rispose: "So comandare agli uomini liberi".

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