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Il figlio muto di Creso (Versione latino Gellio)

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Il figlio muto di Creso

versione latino di  Gellio e traduzione
croesus, lydiae rex, ita divitiis abundabat ut omniu regum ditissimus aestimaretur. tamen per magno dolore opprimebatur: filium enim habebat, forma et ingenio preastantem, sed mutum.pater iam multa adhibuerat remedia, ut ei linguae usum daret, sed omnia inutilia evaserant.cum quondam apollinis oraculum de hac re consuluisset, phythia ei respondit: "funestissimus tibi ille dies erit, quo filius tuus os aperiet".eventus qui secuti sunt apollinis verba confirmaverunt. etenim, cum persarum exercitus sardes, lydiae caput, expugnavisset, unus ex hostibus, postquam repente croesum adortus erat, gladio regem necaturus erat.adulescens, metu perterritus, tunc primum os aperuit ac magna voce exclamavit: "morare, miles; hic croesus est!".

Creso re della Lidia era così stracolmo (letteralmente abbondava di così tante ricchezze) di ricchezze che da tutti era stimato il re più ricco. tuttavia era oppresso da un grande dolore aveva infatti un figlio prestante per corporatura ed ingegno, ma muto. Il padre aveva adottato molti rimedi, per dargli l'uso della lingua ma non avevano portato alcuna utilità. Quando una volta consultò l'oracolo di Apollo su cquesta cosa, La Pinzia gli risonse" "Ti sarà funestissimo quel giorno nel quale tuo figlio aprirà la bocca" Gli eventi che seguirono confermarono le parole di Apollo ed infatti quando l'esercito dei persiani espugnò Sardi, capitale della Lidia, no fra i nemici dopo che celermente aveva assalito Creso, e stava per uccidere il re con la spada, il govane, atterito dalla paura, allora aprì per la prima volta la bocca e con grande voce esclamò: "(imperativo presente moror=morare) fermati soldato: questo è Creso"
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