Il pessimo carattere della moglie di Socrate - Gellio versione latino latina lectio

Il pessimo carattere della moglie di Socrate versione latino Gellio traduzione libro Latina Lectio pag. 102 N° 74

Xantippem, Socratis uxorem, dicunt morosam admodum et iurgiosam, quae scateret irarum et moletiarum mulierbrium per diem noctemque.

Si dice che Santippe, moglie di Socrate, fosse oltremodo bizzarra e litigiosa, da sommergerlo giorno e notte di scenate e fastidi tipicamente femminili.

Si narra che Alcibiade, meravigliato che un filosofo tollerasse le tante intemperanze della moglie con animo docile, lo avesse interrogato sul perché fosse disponibile ad avere in casa una tanto crudele e molesta femmina e non la cacciasse.

Socrate gli rispose che sopportando in casa una donna del genere si era abituato a sopportare fuori l’insolenza e gli affronti del pubblico con animo sereno. Sembra che Terenzio abbia conseguito questa opinione di Socrate in quella satira di Varrone, della quale Cicerone parla nel libro “de Officis”. Infatti in quella dice che sia stato scritto a gli uomini conviene o togliere di mezzo o sopportare i vizi della moglie.

Chi infatti elimina il vizio si rende la mogliepiù trattabile, chi lo sopporta rende migliore se stesso.

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