Nascita prodigiosa dell'Africano Maggiore (Versione latino Gellio)

Nascita prodigiosa dell'Africano Maggiore
versione latino Gellio traduzione libro Palaestra

Antiqui scriptores matrem Scipionis diu sterilem existimatam esse tradunt atque virum quoque, cum quo nupta erat, liberos desperavisse.

Postea in cubiculo atque in lecto mulieris, cum absente marito cubans sola condormivisset, repente apparuit iuxta eam cubans ingens anguis: is postea inveniri non potuit omnibus territis et clamantibus.

Id ipse maritus haruspicibus narravit. Quos tradunt, sacrificio facto, respondisse: "Tibi liberi gigneretur!".

Neque multis diebus postquam ille anguis in lecto visus est, mulier concepti fetus signa sensit; exinde mense decimo peperit illum Africanum qui Hannibalem et Carthaginienses in Africa bello Poenico secundo victurus esset.

Gli antichi scrittori narrano che la madre di Scipione fu ritenuta a lungo sterile e che anche l'uomo, con il quale era sposata, aveva perso ogni speranza s(sull'avere) figli.

Poi nella stanza e nel letto della donna, quando lei dormiva da sola durante l'assenza del marito, apparve improvvisamente vicino a lei un grande serpente: quello dopo non potè essere ritrovato perché tutti erano terrorizzati e urlanti.

Il marito stesso riferì il fatto agli indovini. Narrano che quelli, dopo aver compiuto il sacrificio, risposero: "ti saranno generati dei figli!".

E non molti giorni dopo che quel serpente fu visto nel letto, la donna percepì i segni del feto concepito; poi partorì dopo nove mesi quel famoso Africano che avrebbe sconfitto in Africa nella seconda guerra Punica Annibale e i Cartaginesi.

Copyright © 2007-2019 SkuolaSprint.it di Anna Maria Di Leo P.I.11973461004 | Tutti i diritti riservati - Vietata ogni riproduzione, anche parziale
web-site powered by many open source software and Jan Janikowski 2010-2019 ©. All trademarks, components, sourcecode and copyrights are owned by their respective owners.

release check: 2019-03-29 21:59:38