Un esempio dell'eccellenza di Scipione l'Africano - Gellio

Un esempio dell'eccellenza di Scipione l'Africano
Gellio Corso di Lingua Latina pag. 34 N° 44

Scipio Africanus antiquior quanta virtutum gloria praestiterit et quam fuerit altus animi atque magnificus et qua sui conscientia subnixus, plurimis rebus, quae dixit quaeque fecit, declaratum est.

Come Scipione Africano il maggiore abbia eccelso per la gloria dei suoi meriti, quale elevato e nobile animo abbia avuto, quale fierezza gli venisse dalla coscienza della propria grandezza, tutto ciò risulta da parecchie parole che pronunciò o fatti che compì.

Fra essi ve ne sono due che possono far fede della fiducia che aveva in se stesso e della straordinaria elevatezza dell'animo suo. Avendolo il tribuno della plebe Marco Nevio accusato davanti al popolo di aver ricevuto del denaro dal re Antioco per rendere più favorevoli e miti le condizioni della pace con il popolo romano, e di altri misfatti indegni di un tal personaggio, Scipione, dopo aver detto le poche parole che la dignità della sua vita e la propria gloria imponevano, aggiunse: "Vi ricordo, Quiriti, che ricorre oggi il giorno in cui vinsi in terra d'Africa in una grande battaglia il punico Annibale, il più terribile nemico della vostra potenza, e assicurai a voi una pace e una vittoria rimarchevoli.

Non dobbiamo dunque mostrarci ingrati verso gli dèi, ma, lasciato qui questo fanfarone, ritengo sia opportuno recarci subito a render grazie a Giove Ottimo Massimo". Detto questo, si volse e si mise in cammino verso il Campidoglio. Allora tutta l'assemblea, riunita per giudicare Scipione, abbandonato il tribuno, accompagnò Scipione al Campidoglio e poi a casa sua, prodigandogli solenni testimonianze di gratitudine e di compiacimento.

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