

Elena si vendicò del poeta Stesicoro ma ispirò Omero
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Ένεδείΐίατο ' 5έ και Στησιχόρω τω ποι,ητη την αυτής δυναμιν οτε μεν γαρ αρχόμενος της ωδής εβλασφημησε τι περί αυτής, ανεκτή των οφθαλμών^στερημένος, επειδή δε γνούς την αίτίαν της συμ.φορας την καλουμένην παλινωδίαν έποίησε, πάλιν αυτόν εις την αυτήν φύσιν κατέστησεν. Λέγουσι δε τίνες και των Όμηρι-δών, ως έπιστασα της νυκτός Όμήρω προσέταξε ποιεΐν περί των στρα-τευσαμένων επί Τροίαν, βουλομένη τον εκείνων θάνατον ζηλωτότερον ή τον βίον τον των άλλων καταστήσαι* και μέρος μεν τι και δια την Όμηρου τέχνην, μάλιστα δε δια ταύτην ούτως έπαφρόδιτον και παρά πασιν όνομαστήν αυτού γενέσθαι την ποίησιν.
Mostrò anche a Stesicoro il poeta la sua potenza quando infatti iniziando il canto disse bestemmia dopo che riconosciuta la causa della sciagura avendo cominciato da un lato e dall'altro scrisse quel calmo intitolato "ritrattazione" Elena lo riportò nella sua natura come raccontano anche alcuni degli omeridi. Apparsa di notte ad omero gli ordinò di comporre riguardo i combattenti alle porte di Troia volendo rendere la morte di loro più illustre della vita degli altri. E in parte alcuna in vero attraverso l'arte di Omero ma soprattutto attraverso elena divenne la creazione poetica di lui così amabile e presso tutti rinomata.
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