

Seconda prova Maturità 2008 - versione di greco
Dunque per me lo storico deve essere come questo: senza paura, non corruttibile, libero, amico della verità e della parola schietta, uno che -come diceva quel comico- dice pane al pane e vino al vino, (questa traduzione era fornita dal vocabolario rocci ma andava anche bene: "pane al pane, nave a nave" oppure "pane al pane vaso al vaso" ) uno che mai per amicizia o per odio è indotto a concedere o negare, a commiserare o vergognarsi o disprezzare; giudice imparziale, benevolo con tutti mai fino al punto di concedere ad una parte più di quanto meriti, (uno) che non ha patria quando scrive nè città, nè re; uno che non sta a domandarsi cosa penserà il tale o il tal'altro,*** ma racconta quello che è (effettivamente) accaduto. Fu (proprio) Tucidide a legiferare tutto questo, fu lui che separò vitù e vizio nella storigrafia, vedendo che Erodoto era ammirato a tal punto che i suoi libri addirittura erano chiamati "muse". Dice infatti di scrivere qualcosa che resti per sempre anzichè per( la gara) la supremazia del momento; dice di non apprezzare l'elemento (favoloso) leggendario ma di lasciare ai posteri un racconto vero di quel che effettivamente accade. E introduce la considerazione dell'utile, di ciò che qualunque uomo con un senno può indicare come fine dell'opera storica: cioè che come dice se si ripresenatassero situazioni analoghi si potrà beneficiare del racconto storico proprio nell'azione del momento."
π τώδε *** il brano fornito agli studenti mancava di questo pezzo.
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