


Orazione per l'invalido
Autore: Lisia
“da “Astrea” p.304 n. 5
Traduzone fino a POlites
Ci manca poco perché io renda grazie, o assemblea, all’accusatore, poiché ha preparato per me questa assemblea, anche se prima non avevo una ragione per giustificare la mia vita, ora ce l’ho grazie a questo. E tenterò di dimostrare con il discorso che questo è un bugiardo, e che io fino a questo giorno terribile ho vissuto più nell’elogio che nella malevolenza: mi sembra che abbia organizzato per me questo processo per null’altro se non per invidia. Certo, da quale malvagità vi sembra che possa astenersi questo che prova invidia per coloro che gli altri commiserano? Infatti se mi accusa ingiustamente per i beni (qui Lisia sottintende “è una follia” per l’ovvietà di questa affermazione),se mi punisce come suo nemico mente: infatti per la sua malvagità non l’ho mai considerato né come amico né come nemico.
Dunque ormai, o assemblea, è chiaro che è invidioso, perché pur avendo sofferto una tale sciagura (l’invalidità) io sono un cittadino migliore di lui.
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